Attentato alla caserma, il giudice: "Game assillato dalla jihad contro l'Italia"

Le motivazioni della sentenza con cui il libico è stato condannato a 14 anni di reclusione per l'attacco kamikaze alla Perrucchetti: «Attenzione morbosa per la Guerra santa». tra gli obiettivi «le sedi mediaset, le abitazione del premier, il ministro Maroni»

Mohamed Game, il libico che lo scorso 12 ottobre ha tentato di far esplodere una bomba davanti alla caserma Santa Barbara «era assillato dall'idea di aver fare la jihad in Italia» e il principio ideologico a cui avrebbe fatto «riferimento era quello del "nizam la tanzin" ovvero "sistema, non organizzazione": il singolo può aderire alla lotta senza necessariamente dover creare un gruppo o una rete, ma conducendo un lungo indottrinamento e addestramento pratico personale, non più svolto nei campi di addestramento, ma tra le mura domestiche». Lo scrive il gup Stefania Donadeo nelle motivazioni depositate oggi della sentenza con cui il 9 luglio lo ha condannato a 14 anni di reclusione. Nel documento il gup ripercorre analizza tutte le prove emerse nel procedimento con rito abbreviato e ricorda che secondo i familiari Game era convinto «che solo morendo da martire si poteva meritare il Paradiso, che Berlusconi era responsabile della politica estera dell'Italia e quindi della presenza dei militari italiai in Afghanistan; di qui il suo proposito di organizzare un attentato contro le sedi Mediaset o contro le private abitazioni del presidente del Consiglio dei ministri». Ancora, secondo quanto emerso, l'«unico argomento di suo interesse era la jihad, sia nell'aspetto ideologico e propagandistico (con riferimento tanto a scritti di teologi e ideologi del passato, quanto ai proclami dei leader jihadisti contemporanei), sia in quello di carattere pratico relativo alla preparazione operativa e fisica per il jihad». Per questo, «in maniera morbosa consultava tutti i siti relativi alla Jihad, per poi mettere in pratica i dettami della dottrina, diffusa anche via internet, di Abu Musab Al Suri, consideato il teorico della jihad di fine decennio». Secondo Donadeo, «tutto il materiale analizzato consente di ritenere che Game abbia avvertito, ciò che aveva già confessato ai familiari e a qualche amico, l'obbligo di una jihad personale da mettere in atto in Italia e da preparare nelle mura messe a disposizione da Kol», ovvero il complice Abdel Hady Kol, condannato invece a 4 anni di carcere e a 2mila euro di multa. Insomma, «Game voleva morire da martire e voleva mettere in atto un'azione violenta contro la politica italiana» e «la scelta del luogo ove farsi esplodere è ricaduta alla fine sulla caserma militare, ma Game aveva preso in considerazione altri luoghi come la metropolitana milanese, lo stadio di San Siro, i luoghi frequentati dal ministro Maroni, dal ministro Calderoli, la casa di Berlusconi, le sedi Mediaset». Secondo Donadeo, la scelta è poi ricaduta sulla Santa Barbara perché ritenuta il luogo «più rappresentativo della politica del governo alla quale opporsi con violenza».