Attentato di fine anno, esplode macelleria islamica

La deflagrazione ha svegliato mezzo quartiere. I titolari, due marocchini: «Mai ricevuto minacce»

Anziché festeggiare Capodanno, hanno passato la notte al freddo davanti ai loro negozi in fiamme, tra domande, verbali, vigili del fuoco, carabinieri e poliziotti. Sì, è stato davvero poco piacevole l’inizio del 2008 per due marocchini di 47 e 42 anni, titolari della macelleria islamica «Afoulki» di via Varesine 31 e per un 54enne milanese proprietario del bar «Time break» di via Gratosoglio 60, tutta gente che ha visto le proprie attività «andare in fumo», letteralmente.
Sono stati i nordafricani a subire il danno maggiore perché un’esplosione all’interno del loro negozio ha distrutto non solo la macelleria, ma le fiamme hanno reso inagibili tre appartamenti al primo piano del palazzo e danneggiato due auto parcheggiate in strada, un’Alfa Romeo 156 e una Volkswagen Polo.
Secondo gli investigatori della Digos, che si stanno occupando del caso, gli attentatori si sarebbero introdotti nelle cantine dello stabile e da qui avrebbero poi effettuato un foro su una parete della macelleria. Una volta all’interno, hanno usato materiale esplosivo, ancora da identificare con certezza, quindi avrebbero innescato l’ordigno con un timer.
«Solo per un miracolo non ci sono stati feriti» commentavano ieri mattina i poliziotti delle volanti. Un inquilino del palazzo ha raccontato di aver sentito alcuni rumori provenire dalle cantine, intorno alla mezzanotte, e il lucchetto del locale cantina è stato poi trovato tagliato. Le analisi della Scientifica dovranno ora accertare se a provocare le fiamme è stato un ordigno o del liquido infiammabile. I due marocchini proprietari della macelleria hanno assicurato agli investigatori di non aver mai ricevuto minacce, ma sembra chiaro che lo scopo di chi ha messo in piedi questo attentato non era certo quello di rubare, ma piuttosto di danneggiare, di «punire» in un certo senso.
Il secondo incendio, molto meno grave del primo, ha distrutto solo in parte il bar di via Gratosoglio 60. Il proprietario è stato svegliato alle 7.30 di ieri dall’allarme sul suo cellulare e, prima di correre al suo bar per vedere cosa stava accadendo, ha chiamato prima i vigili del fuoco e poi il 112. Una volta sul posto ha notato la vetrata del bar spaccata e, all’interno, c’era una tanica di benzina abbandonata dalla quale iniziavano a sprigionarsi delle fiamme. L’arrivo dei vigili del fuoco ha evitato che l’incendio creasse danni gravi.