Attentato in Siria, ucciso il numero due di Hezbollah

Autobomba a Damasco nella notte: morto Moughniyah, il comandante militare dell'organizzazione

Beirut - Il comandante militare di Hezbollah Imad Moughniyah è stato ucciso da un’autobomba a Damasco ieri. Lo riferisce il gruppo libanese, annunciando la morte dell’uomo che secondo molti sarebbe stato dietro una serie di sequestri di occidentali in Libano negli anni Ottanta. Hezbollah, sostenuto dalla Siria e dall’Iran, accusa Israele dell’uccisione di Moughniyah, che aveva tra i 40 e i 50 anni. "Dopo una vita piena di jihad, sacrifici e risultati... Haj Imad Moughniyah... è morto da martire nelle mani dei sionisti israeliani", dice Hezbollah, che nel 2006 ha combattuto una guerra di 34 giorni con lo stato ebraico. Israele non ha commentato la notizia. "Non rilasciamo dichiarazioni sulla questione", ha detto Mark Regev, portavoce del primo ministro israeliano Ehud Olmert.

Rapimenti e omicidi La Jihad Islamica, gruppo filo-iraniano ritenuto legato a Hezbollah, rapì diversi ostaggi occidentali - inclusi americani - a Beirut a metà degli anni Ottanta. Il gruppo, all’epoca ritenuto guidato da Moughniyah, uccise alcuni degli ostaggi e ne scambiò altri per armi americane all’Iran, in quello che più tardi emerse come lo scandalo Irangate. Il fratello di Moughniyah fu ucciso in un attentato analogo a Beirut nel 1994. Allora si disse che Imad era il vero obiettivo. Moughniyah aveva trascorso gran parte degli anni Novanta in Iran, facendo poche visite a Beirut. Alcuni elementi suggeriscono che fosse incaricato delle operazioni di Hezbollah all’estero e che fosse legato agli attacchi contro obiettivi israeliani in America Latina negli anni Novanta.