ATTENTI AI CANDIDATI

Sia a destra sia a sinistra è partita l’operazione «liste pulite». L’intenzione è lodevole: dare un segnale di rinnovamento a un Paese che manifesta insofferenza verso la classe politica. E per dare un segnale del genere, bisogna portare in Parlamento personaggi che non odorino di casta e che non diano fiato ai capipopolo della cosiddetta antipolitica.
I criteri per ripulire Camera e Senato sembrano soprattutto due. Evitare di dare un seggio a chi ha nel passato condanne penali, e lasciare a casa chi in Parlamento c’è già stato troppo. Si discute se per «troppo» si debba intendere due o tre legislature: ma, insomma, il concetto è questo.
L’intento, dicevamo, è lodevole. Rischia però di essere vanificato se, di pari passo, si dà la caccia a nomi ad effetto: personaggi dello spettacolo e dello sport, noti giornalisti e noti scrittori, figli di. In alcuni casi questa caccia ha prodotto discussioni imbarazzanti. Per due giorni è sembrato - ad esempio - che uno dei temi principali dell’agenda politica riguardasse la signorina Aida Yespica, che prima è stata data per probabile candidata del centrodestra, e poi per simpatizzante di Veltroni. Nella trattativa tra i radicali e il Pd, poi, a un certo punto è spuntato il nome di Eva Robin’s, transglamour bolognese che poco tempo fa ha diviso gli italiani con un appassionante dibattito (ha fatto il taglio o no?).
Con tutto il rispetto per queste persone, e per molte altre chiacchierate in questi giorni come possibili candidati, ci pare che ciascuno dovrebbe stare al proprio posto: difficile che chi funziona al Bagaglino sia in grado anche di risolvere i problemi del Paese. Vale per le ballerine, per le dive dei reality e per le sirenette dell’idromassaggio; ma vale anche per chi come cursus honorum può esibire solo un cognome; oppure per chi si è distinto in attività anche nobili, ma che non hanno nulla a che fare con la politica.
Insomma. Questa è una supplica a tutti gli schieramenti: oltre a chiudere la porta ai condannati e ai veterani di Camera e Senato, non sarebbe opportuno chiedersi se un candidato, oltre che noto, è anche attrezzato per fare il politico? Oltretutto con questo sistema elettorale certi rospi non li possiamo né scegliere né evitare: li dobbiamo ingoiare.