Attenti ai Linkin Park: usano la testa Le parole sono dolci, le immagini no

Ma attenzione alle parole. Le immagini sono belle assai: i colori di questo video hanno la gradazione della notte e i toni della guerra e lui, il cantante dei Linkin Park Chester Bennington, recita che sembra quasi del mestiere (e canta imitando Bono). Per farla breve, Shadow of the day (regia di Joe Hahn) è uno squarcio di guerriglia urbana, roba da G8, da banlieue o da ghetto metropolitano con tanto di molotov e manganellate cieche, menate per far male. Ed è impersonale, volutamente impersonale, potrebbe riferirsi a uno qualsiasi dei teatri dove oggidì la protesta sfocia nei colpi di fucile. Bennington passeggia in mezzo alle fiamme, come fosse invisibile, cantando parole malinconiche che sembrano lontane anni luce da ciò che si vede. È il primo video «dissociato» della storia del rock, viaggia su due piani paralleli che non si incrociano mai e vai a capire perché.

LINKIN PARK - Shadow of the day (Warner)