ATTENTI A BURLANDO AVVERSARIO OSTICO

Sul tema, le cose più sagge le ha dette Sandro Biasotti, ammonendo i suoi contro gli eccessi di ottimismo, come se la corsa alle regionali del 2010 fosse già vinta dal centrodestra: «La battaglia è tutta da combattere».
Del resto, l’ex governatore e neodeputato del Popolo della libertà sta dimostrando giorno per giorno di imparare dai suoi errori e anche la scelta di affidarsi all’insostituibile Roberto Dotta, che gli è sempre stato fedele, nella buona e nella cattiva sorte, e a un organizzatore di lungo corso come Gianni Barci, sembra andare in questa direzione. Così come va in questa direzione il realismo nell’esaminare la situazione, senza vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso.
Anche perchè l’orso, Claudio Burlando, ha una pellaccia. L’attuale presidente della Regione Liguria ha una rete di conoscenze e di potere estremamente ramificata; è capace come pochi di curare i rapporti politici e non ci sarebbe troppo da stupirsi se, nel 2010, si presentasse alla guida di una coalizione che va dall’Udc alla Sinistra Arcobaleno, senza soluzione di continuità e di incongruenza. Ma, in fondo, per chi è riuscito a far convivere nella sua maggioranza un grandissimo liberista come Gianni Pittaluga e un coerente comunistissimo come Marco Nesci, non sembra un’impresa improba.
Mica finita. Occorre considerare che, storicamente, in tutta Europa, le elezioni di metà legislatura sono le più difficili per chi governa. Ora, è chiaro che io spero che il quarto governo Berlusconi faccia sfracelli in positivo e che cambi l’Italia a tal punto da non lasciare alternative ai liguri obbligati a votarlo in preda alla gioia. Lo spero e, in qualche misura lo credo, perchè penso che il prossimo Berlusconi sarà il migliore fra tutti i Berlusconi di governo che abbiamo conosciuto. Ma che le regionali di metà mandato siano un appuntamento difficilissimo è un fatto, non un’opinione dettata da un eccesso di realismo politico.
E poi. E poi, Burlando, che ha mille difetti, è capace di tirar fuori al momento giusto qualche asso nella manica. Nel 2005 fu bravissimo nell’essere camaleontico, una specie di Zelig della campagna elettorale; stavolta, può sfruttare l’effetto Vincenzi, di cui è l’avversario più duro. E questo ruolo può portargli i voti di tutti coloro che non sopportano l’ormai ex Supermarta che si sta sgonfiando come un souflè dopo i fuochi d’artificio iniziali. Burlando, in mezzo a tante nefandezze politiche, ha fatto anche alcune buone cose, come l’intuizione di bloccare lo sfratto alla famiglia disperata cacciata dalle case popolari (per cui gli abbiamo già fatto i complimenti e gli ribadiamo tutto il nostro apprezzamento) o l’impegno per il mantenimento di alcuni treni, di cui gli ha dato atto pubblicamente nei giorni scorsi l’associazione dei pendolari.
Il miglior modo di perdere è sottovalutare l’avversario. Il miglior modo di trovarsi il Burlando-bis è ironizzare sul governatore.