«Attenti alla jihad degli europei» Ora è allarme per i convertiti

«Vergogna! Allah è grande!», urlava Barbara Farina, la moglie italiana dell’imam di Carmagnola, quando il marito è stato espulso dal nostro Paese nel 2004. Burqa e guanti per coprire anche le mani, si è convertita all’islam diventando una devota della guerra santa. In Senegal, dove è emigrata al seguito del marito, Abdul Qadir Fall Mamour, si occupa dei quattro figli e di siti estremisti. In rete ha stretto contatti con il «giro» fondamentalista di un altro convertito: Raphael Gendron, francese arrestato a novembre a Bari. Lo accusano d’essere il terminale della rete del terrore in Europa. Attraverso internet ha rilanciato la propaganda di Al Qaida «arruolando» in rete le nuove leve del terrorismo islamico pronte a farsi saltare in aria in Afghanistan. Gendron non è un principe saudita che odia gli americani o un tagliagole algerino, ma un giovane francese che ha cancellato tradizioni e cultura per farsi musulmano oltranzista.
I convertiti occidentali che si arruolano nel terrorismo internazionale preoccupano i servizi internazionali. L’esperto italiano Lorenzo Vidino, nel suo libro sul Al Qaida nel Vecchio continente, rivela che le intelligence hanno scoperto «dozzine di europei convertiti arruolati da gruppi terroristici». Secondo le statistiche, l’8% dei jihadisti arrestati in Europa è convertito. I Paesi più a rischio sono Gran Bretagna e Germania. Gendron non è l’unico francese convertito di Al Qaida. In Marocco sconta l’ergastolo Pierre Richard Robert, nome di battaglia Yacoub, soprannominato «l’emiro dagli occhi blu». Nel 2003 organizzò gli attentati di Casablanca che uccisero 45 persone. I fratelli David e Jerome Courtailler, nati in un paesino delle Alpi francesi, furono rigorosamente educati in scuole cattoliche, poi caddero nel baratro della droga. David, a 28 anni, fu il primo a uscirne abbracciando l’islam radicale nella moschea inglese di Brighton, dove si era trasferito nel 1996. Approdò in Afghanistan per addestrarsi alla guerriglia nel famoso campo di Al Qaida di Khalden. Nel 1998 rientrò in Europa entrando in contatto con militanti islamici in Spagna e Marocco, che anni dopo saranno coinvolti negli attentati di Casablanca e Madrid. Anche il fratello Jerome si convertì all’islam. Nel 2001 fu arrestato per avere pianificato un attentato all’ambasciata americana a Parigi. Fra i terroristi che seminarono morte nella metropolitana di Londra nel 2005 c’era anche Jamal, al secolo Germaine Lindsay. Nato in Giamaica aveva vissuto dal secondo anno di età in Inghilterra convertendosi all’islam nel 2000. Il più famoso convertito britannico è Richard Reid, che voleva fare saltare in aria un aereo in volo con l’esplosivo nascosto nelle scarpe, ma fu sopraffatto dai passeggeri. La prima donna kamikaze europea si chiamava Muriel Degauque. Viveva in Belgio e aveva sposato un estremista. Nel 2005 si fece saltare in aria contro un convoglio americano in Irak, senza fare vittime.
In Germania, ci sono 4mila convertiti all’islam all’anno. Eric Breininger è un convertito tedesco, 21 anni, combatte in Afghanistan e lancia proclami in video promettendo attentati in patria. Il «talebano» Fritz Gelowicz, finito in manette, voleva compiere un attentato contro una base americana in Germania. Prima dell’11/9 gli occidentali erano indottrinati all’islam nella scuola coranica di Bannu, nell’area tribale pachistana. Da lì passò John Walker Lindh, il famoso «talebano Johnny», americano, catturato in Afghanistan nel 2001.
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