Attenti a Lady Gaga Questa cantante diventerà un fenomeno

New YorkA 51 anni Luise Ciccone, in arte Madonna, lotta per rimanere in cresta all’onda e combatte l’inevitabile vecchiaia a suon di lifting e maratone in palestra. Ma l’ultima dolorosa gomitata le è arrivata da una ventiduenne che la vuole scalzare dal trono del pop da ballare. Stefani Germanotta, in arte Lady Gaga, è appena arrivata sulle scene e già il suo primo album, The Fame, sta risalendo le hit parade degli Usa. Mentre i critici la definiscono «un nuovo fenomeno musicale», stasera Lady Gaga debutterà a Parigi nella sua prima tournée mondiale, che la trasformerà in una vera pop sensation portandola da Amsterdam a Francoforte, Zurigo, Montecarlo e nelle maggiori città americane (Italia esclusa).
Tra la Ciccone dei primi successi e la giovanissima Germanotta vi sono parecchie somiglianze.
Come Madonna anche Lady Gaga è italoamericana: ma se la Ciccone era cresciuta in una famiglia di colletti blu del mid-west, la Germanotta è figlia di italiani della upper class di New York e fin da bambina ha sempre dovuto lottare col padre per cantare e vestirsi come voleva. Lady Gaga ha scelto il suo nome riferendosi al vecchio successo dei Queen (Radio Gaga) trascorre molto tempo sotto la lampada solare e si è tinta i capelli di un biondo decisamente esagerato.
Anche i suoi costumi di scena sono a dir poco diversi: a partire dall’enorme fiocco che si attacca in testa, fino allo spandex di pantaloni e gonnelline aderentissime e la scelta di colori, il suo guardaroba non ha eguali. Per lanciarsi Lady Gaga ha frequentato le discoteche della downtown newyorchese, dove sua madre la portava a 15 anni, appendendosi in pericolosi tacchi alti alle enormi discoball delle luci psichedeliche e spruzzando aerosol di lacca per capelli sulla gente.
«Il mio sogno - spiega - era di diventare la nuova David Bowie». E nella sua musica riappare anche la grinta di Grace Jones, la cantante nera che lei imita nella sua danza.
«Mio padre, che è un uomo d'affari, non mi rivolse la parola per un anno - spiega Lady Gaga -. Quando andai a vivere nella Lower East Side tra pusher e travestiti, mi vestii in reggicalze di pelle e cercai una nuova identità».
Nel 2006 Lady Gaga aveva conosciuto il produttore musicale Rob Fusari, per il quale aveva scritto due brani di successo, Beautiful dirty rich e Disco heaven e il giorno in cui aveva cantato nel suo ufficio il brano Again, again, Fusari l’aveva lanciata.
Come Madonna, e come la Cindy Lauper dei lontani giorni del suo indimenticabile Girls just want to have fun, anche Lady Gaga si definisce «libera di esprimersi come vuole» e negli ambienti musicali circola voce che sia bisex. Di certo lei queste chiacchiere non le nasconde e in un’intervista di pochi giorni fa ha ammesso di non volere altro, per il giorno di San Valentino, che «un buon piatto di pasta e del sesso sfrenato».
Chissà se a sentirla arrossiscono le suore della scuola privata di Manhattan del Convento del sacro cuore, dove i suoi genitori l’avevano mandata a studiare le buone maniere, in compagnia di ragazzine per bene come Paris Hilton e, ai suoi tempi, Caroline Kennedy.
Circondata da una perfetta macchina del marketing musicale, Lady Gaga scrive le sue liriche per scioccare. In Just Dance, primo brano del suo cd, canta a squarciagola «I wanna take a ride on your disco stick», ricordandoci la Madonna delle sue prime canzoni osee. Nel brano Paparazzi, invece, Lady Gaga si addolcisce e recupera l’innocenza della giovane Britney Spears, con una tonalità simile a quella della migliore musica di Gwen Stefani.
Da pochi mesi Lady Gaga ha lasciato New York per trasferirsi a Los Angeles, da dove ha lanciato il suo primo album dicendo, «Voglio invitare tutti i miei fan a divertirsi col mio blog, seguendomi nella mia prima tournée intorno al mondo».