«Attenti a non strafare, lo “scoppio” è in agguato» Marino Giacometti spiega i trucchi della gara in salita. «Correre al 99 per cento delle forze»

Marino Giacometti, è riuscito a trasformare la propria passione in una professione vera. Da più di dieci anni è infatti presidente - e membro fondatore - della Fsa (Federazione degli sport d’altitudine), una federazione che regolamenta e promuove l’attività sportiva in alta quota.
Cosa vi spinge a correre in salita?
«Il nostro sport è nato dalla voglia di alcuni alpinisti di valorizzare l’aspetto atletico della prestazione, che si allenavano a quote superiori ai 2000 metri. Senza dimenticare le sensazioni che scaturiscono da una corsa in piena libertà».
Mentre l’idea di correre nei grattacieli?
L’idea di questi eventi è nata come promozione del nostro sport nelle grandi città dove, per ovvie ragioni, non possiamo organizzare delle maratone vere e proprie. Cerchiamo di far conoscere la nostra attività attraverso un evento particolare come la corsa a perdifiato su una scalinata. Perché non siamo solamente un gruppo di persone che corrono in montagna».
Di cos’altro vi occupate?
«Studi scientifici sulla salute e sulla corsa. Il programma di ricerca “Peak Performance Project” ad esempio ha coinvolto 28 ricercatori e 156 atleti: sono stati pubblicati 23 lavori scientifici».
Un esempio. Quanto si brucia in una corsa a perdifiato sulle scale?
«Più o meno come un quarto di un piatto di pastasciutta. L’importante è gestire le proprie forze. Bisogna essere bravi a salire al 99 per cento e non al 101. In quel caso lo “scoppio” è garantito».