Attenzione alle quote (gonfiate) del pallone

Molti scommettitori asseriscono di essere più competenti dei quotisti stipendiati dai bookmaker, ma ovviamente sbagliano: l’esperto in un singolo sport o addirittura in un singolo campionato, che di quello si occupa tutto il giorno, ne sa di sicuro più di chi si basa su articoli con informazioni vecchie o deformate ad uso dei tifosi. Per questo la quota di apertura, quella per intenderci trovata ieri a mezzogiorno sulle partite di serie A di domani sera, è quasi sempre quella più vicina alle probabilità tecniche dell’evento. In molti siti abbiamo visto ad esempio la vittoria del Milan contro il Palermo a 1,65, il che significa che i quotisti vedono la squadra di Allegri con il 60% (1 diviso 1,65) di possibilità di vincere. A metà pomeriggio, quando abbiamo scritto questo articolo, la quota era scesa a 1,55, con probabilità del Milan salita quindi a 64,5%. Un’enormità, in termini relativi, come se un bond sottoscritto a un certo tasso venisse rimborsato con l’aggiunta del 7,5% (64,5 diviso 60) del capitale. Un’enormità giustificata non da notizie dell’ultima ora ma solo da una massa di denaro che in tutto il mondo si è riversata sui rossoneri. Un fenomeno che avviene con squadre o campioni popolari, utile a distinguere quello che pensa il mercato dalla realtà. Vale anche il discorso opposto: le quote del pari o del Palermo nel frattempo si sono alzate, diventando un’opportunità interessante per il sistemista. Perché sulla singola partita il Milan può senz’altro vincere, rendendo sempre «giusta» la sua vittoria, ma nel lungo periodo il valore è dalla parte di quelle quote gonfiate dal mercato.