Attenzione alla campagna acquisti di Burlando e Udc

(...) dei giornali. E basta che incappino in mezza riga in cui qualche esponente del Pdl o della Lega esprime la sua amarezza o la sua delusione per il trattamento riservato dai rispettivi partiti, che si precipitano a corteggiarlo.
Non so quali tecniche avvolgenti usino Burlando e gli uomini di Casini, se spediscano rose rosse alle signore o meno. So, però, che la manovra funziona, come dimostra ad esempio l’approdo nell’Udc del sindaco di Cicagna Marco Limoncini, una vita da leghista e, dall’altro giorno, discepolo di Monteleone, di Mondello e di Boitano. O come dimostrano altri passaggi di schieramento degli ultimi tempi.
Certo, i politici che cambiano partito non piacciono a nessuno. Ma è anche vero che, in qualche caso, Pdl e Lega sembrano aver fatto di tutto per far allontanare alcuni dei loro esponenti storici, iscritti da sempre ai loro partiti. E questo nel momento in cui, invece, si vanno a candidare personaggi in cerca d’autore che hanno peregrinato per mille partiti e partitini o gente che può essere votata solo da chi non la conosce. Anche perchè non è la prima volta che questo accade.
Insomma, occorre stare attenti. Ho molto apprezzato, ieri, la lettera che ci ha scritto Gino Morgillo, in cui torna a lavorare ventre a terra per battere Claudio Burlando, riservando le polemiche al dopo-elezioni, così come la telefonata del sindaco storico di Brugnato Galante che si chiama fuori dalla corsa alle candidature. Gesti nobili. Che però non devono mandare in archivio il dibattito sul livello delle candidature che andrà fatto obbligatoriamente dopo le elezioni. Insomma, non è possibile pensare che passata la festa, gabbato lo santo.
La manovra avvolgente di Burlando dimostra per l’ennesima volta che ci troviamo di fronte a un candidato abilissimo, furbo e anche cinico. L’unico in tutta Italia che è riuscito a costruire, con un lavoro iniziato mesi prima delle elezioni, una coalizione larghissima, che va dagli atei ai devoti, dai rivoluzionari agli iperconservatori, da Rifondazione all’Udc. L’unico che - di fronte all’obiezione che gli ripetiamo continuamente sull’incompatibilità programmatica di un simile caravanserraglio, capace di fare impallidire l’alleanza da Dini a Turigliatto che costituì la maggioranza del secondo governo Prodi - si esibisce nella sua leggendaria alzata di mento, inarca le labbra e allarga le braccia.
Dico la verità. Credo che le uniche possibilità che ha Burlando di vincere, stiano tutte in Burlando stesso. Nella sua abilità politica, nella sua furbizia e nel suo cinismo. Di cui il corteggiamento dei delusi del centrodestra è solo la punta dell’iceberg.
Il centrodestra cerchi di deluderli un po’ meno.