Attenzione, suonate i Klaxons Sono i futuristi del nuovo pop

Poi, certo, c’è la musica. Però intanto basta poco, gli accostamenti di colore o le luci o il semplice angolo di ripresa, per fare un «video da visita» per un nuovo gruppo e presentarlo agli occhi del mondo. E così in Golden skans dei Klaxons sono subito gli azzurri intensi ma leggeri come quelli di Matisse o i rossi del Picasso più giovane o le luci, quelle luci penetranti ed elettriche che si vedono all’inizio, a spiegare che questi tre inglesi di provincia hanno gli strumenti sui palchi di oggi (sono «very cool» a Londra) ma la testa su quelli di ieri. Come per i futuristi le regole ortografiche erano carta straccia da stracciare ancor di più, così nelle loro canzoni i Klaxons fluttuano senza zavorre, mescolando quello che vogliono, i cori da Beach Boys con i ritmi elettropop anni ’80, mascherine rococò a gesti di arte marziale, per arrivare insomma alla luminosità pura, che poi è una forma di gioia dei sensi e di divertimento assoluto, quasi sublimato. Perciò i Klaxons, che per tutti sono la «next big thing» hanno quella follia in libera uscita che li differenzia da tutti gli altri pivelli del «nu rave» e, volenti o più probabilmente nolenti, li obbligherà a rimanere per un bel po’ sotto i riflettori. Benvenuti.

KLAXONS - Golden skans (Universal)