«In attesa del piano, stop al toto-campi rom»

Finito il censimento dei nomadi dei campi della capitale, ultimato ad ottobre, ora il Campidoglio è impegnato a mettere a punto il piano per la dislocazione dei nuovi campi. Un piano quasi ultimato e che verrà a breve presentato ufficialmente al neo prefetto Giuseppe Pecoraro. La filosofia per il recupero di nuove aree dove spostare gli attuali campi avrebbe orientato i tecnici del Campidoglio a privilegiare spazi a ridosso del Gra, ovvero zone che ricadono nel comune di Roma ma estremamente periferiche e al confine con comuni della provincia. Il primo campo a essere trasferito dovrebbe essere il mega insediamento di Casilino 900, che dovrebbe essere spostato in periferia a Settecamini, al confine col comune di Guidonia.
Il sindaco Gianni Alemanno, intanto, «stigmatizza il “toto-campo nomadi” lanciato dalla stampa in queste settimane». «Siamo di fronte a un problema molto delicato - dice - che deve chiudere una vicenda in piedi da anni e che ci ha messo in cattiva luce». «È stato nominato un commissario all’emergenza nomadi - prosegue Alemanno - stiamo lavorando con lui per definire un piano. Venerdì ci sarà un confronto con le associazioni che operano nei campi nomadi. Appena avremo un piano lo esporremo alla stampa, senza che nel frattempo ci siano illazioni su dove andranno i campi, creando allarme o tensioni inutili». Il presidente dell’Opera Nomadi Massimo Converso, commentando le notizie relative allo spostamento del Casilino 900 a Guidonia Montecelio, dice di essere «contrario ai mega insediamenti». Contrario anche il capogruppo dell’Udc al comune di Guidonia, Michele Pagano: «L’ipotizzato trasferimento di un numero consistente di rom in un terreno agricolo di trenta ettari, in località Settecamini, è inaccettabile in quanto la nostra realtà vive già gravi situazioni di degrado». «Non si può pensare di risolvere il problema mandando ai confini di Roma questi insediamenti», sostiene il presidente del V municipio Ivano Caradonna (Pd).