«Atto politico per intimorire le istituzioni»

Dal vicesindaco all’assessore alla sicurezza del Comune, dura condanna per un episodio che purtroppo va ad allungare una lunga lista di «spedizioni punitive». Ogni anno Palazzo Marino spende più di due milioni di euro per riparare i danni provocati dai teppisti

Condanna per gli atti vandalici e solidarietà nei confronti di presidente e residenti della zona 9. Palazzo Marino, appena appresa la notizia del «saccheggio» dell’auditorium di Niguarda, non ha fatto mancare il proprio apporto. Morale e materiale. Il vice sindaco, e assessore ai Lavori pubblici, Riccardo De Corato è stato tra i primi ad arrivare in viale Ca’ Granda. «Purtroppo ancora una volta - ha commentato - assistiamo a un triste episodio di vandalismo che conferma quanto è emerso dal rapporto di Legambiente che vede Milano in cima alla classifica delle città italiane bersagliate dai vandali con quasi 8mila episodi realizzati solo nel 2003. Quotidianamente vengono distrutte panchine, rotte le recinzioni delle aree cani, rovinate le aree gioco. Danni che comportano altissimi costi per l’Amministrazione, intorno ai 2 milioni di euro all’anno».
De Corato parla di un problema che riguarda l’educazione dei giovani. «Questi dati allarmanti - continua - dimostrano come purtroppo nella nostra città esiste un triste assioma: il bene pubblico, invece di essere considerato un bene di tutti e per questo da difendere, è considerato come qualcosa che non appartiene a nessuno. Bisogna invece cambiare mentalità e iniziare a considerare gli spazi pubblici come una grande casa comune da rispettare, curare e difendere».
Duro l’assessore alla Sicurezza di Palazzo Marino, Guido Manca. «Condanniamo con forza questo atto di teppismo che ha anche risvolti politici - dice -. L’entità dei danni e le scritte sui muri fanno pensare a una spedizione preparata da gruppi organizzati che tentano di intimorire le istituzioni e in particolare le amministrazione locali. Indaghi la polizia negli ambienti dell’eversione sociale che ben conosce al fine di assicurare alla giustizia questi delinquenti metropolitani e per restituire ai cittadini milanesi quel senso di sicurezza e tranquillità da più parti richiesto».
Quasi rassegnato il presidente della zona 9, Fabrizio Hennig. «Ancora una volta - si sfoga - il consiglio di zona 9 subisce gravi atti vandalici. Dopo le bombe molotov e l’auto esplosa qualche anno fa. Vogliono destabilizzarci, ma noi comunque non ci lasceremo intimidire e andremo avanti nella nostra attività». Pronti a riprendere il cartellone degli spettacoli non appena l’auditorium sarà agibile.