Un attore, cinque maschere

Un teatro che torna all'uso delle maschere quello che Marco Sciaccaluga e Vittorio Franceschi hanno usato per l'ultima produzione dello Stabile di questa stagione. «A corpo morto», strutturato come il teatro antico in un prologo, cinque monologhi e un epilogo, vuole riportare la drammaturgia contemporanea ad affrontare i grandi temi. Lo fa parlando con l'ingenuità tipica che porta alla verità delle cose, trattando i temi della vita quotidiana con semplicità. Franceschi ha scritto il testo mentre era in tournée con Svet e per una fortuita casualità ha trovato subito riscontro da parte del Teatro Stabile che stava appunto cercando nuove drammaturgie da mettere in scena. La scelta di servirsi di un solo attore per i cinque ruoli scritti è stata invece molto studiata da Sciaccaluga, il quale dopo un'attenta riflessione ha pensato bene di non portare il pubblico a fare inevitabilmente una graduatoria degli attori dopo averli ascoltati nei vari monologhi, tralasciando quindi l'importanza dell'argomento che è il tema sacro della morte. Restava de scegliere chi dovesse interpretare i cinque ruoli, ma anche su questo il regista non ha avuto dubbi designando l'autore del testo come il più qualificato per farlo. A Vittorio Franceschi quindi il compito di impersonare i suoi cinque personaggi, indossando cinque maschere diverse. Del resto non è la prima volta che l'attore recita dietro una maschera, e, come dice lui, «dietro una maschera ti senti protetto e a tuo agio, e sei costretto a dare il meglio con il massimo della sintesi». Nei suoi cinque ruoli Franceschi si trasforma di volta in volta nei vari personaggi che piangono la morte di una persona cara, il protagonista perciò diventa una sorta di collezionista di vite altrui. Le maschere che, come dice il regista, non sono addobbi ma sono il teatro in quanto nate con lui, in questo spettacolo sono firmate dell'artista svizzero Werner Strub e mostrano un aspetto inquietante della realtà oltre ad essere un lavoro artigianale di gran pregio. «A corpo morto» sarà in scena al Duse dal 15 aprile al 3 maggio.