Attore della Piovra accoltella per onore

Mariateresa Conti

da Palermo

Di scene da cavalleria rusticana, in teatro e sul set cinematografico, ne ha interpretate decine, nella sua lunga e brillante carriera di attore. Ma questa volta, a dargli il ruolo da protagonista, è stata la realtà. La realtà che, nella piazza della borgata marinara di Mondello - davvero una location da film - lo ha visto colpire con una coltellata al petto al culmine dell'ennesima lite l'ex genero, che dopo la separazione continuava a vessare la figlia, Gelsomina, e i tre bambini nati dalla loro unione. L'uomo è finito in ospedale, anche se non è in pericolo di vita. Per lui, invece degli applausi, sono arrivati i carabinieri, che lo hanno rinchiuso nel carcere dell'Ucciardone con l'accusa di tentato omicidio.
Supera ogni immaginazione il dramma tutto vero di Luigi Maria Burruano, 58 anni, il noto attore palermitano interprete, tra l'altro, di alcuni celebri film - per tutti I cento passi di Marco Tullio Giordana, dove aveva ricoperto il ruolo di padre di Peppino Impastato - e di importanti fiction, tra le quali La Piovra 8, oltre che autentico animale da palcoscenico.
Nel tardo pomeriggio di lunedì Gigi, così lo chiamano gli amici nel capoluogo siciliano, ha colpito con un fendente al torace sferrato con un coltello a serramanico l'ex genero, Fabio Guida, 34 anni, pregiudicato, fattorino in uno dei bar della piazza di Mondello. Quindi, come inebetito, è andato a bere una birra, forse l'ennesima di un pomeriggio di tensione e litigi. La coltellata, si chiamava la piéce che ha dato la celebrità a Burruano negli anni Settanta. E, come in un assurdo contrappasso, proprio una coltellata gli ha aperto le porte del carcere. A scatenare il dramma, secondo i carabinieri, l'esasperazione della figlia di Burruano, Gelsomina (frutto di una relazione con l'attrice Rori Quattrocchi), perseguitata dall'ex marito, come provano le ripetute denunce presentate dalla donna. I due uomini si sono affrontati faccia a faccia intorno alle 19,30, davanti a decine di testimoni. Parole grosse, insulti. E poi la colluttazione, culminata in una coltellata. «Si tratta di un dramma familiare - sottolinea il legale di Burruano, l'avvocato Toto Cordaro, che ha chiesto la scarcerazione del suo assistito, contestando l'accusa di tentato omicidio - che ha visto un padre protettivo a difesa della figlia e dei tre inermi nipotini da anni vessati e maltrattati». Sgomento e incredulità nei tanti che conoscono, oltre che l'attore, l'uomo Gigi Burruano. A cominciare dalla figlia, Gelsomina: «Non mi aspettavo che accadesse qualcosa di simile - dice piangendo la donna -, mio padre è sempre stato una persona pacata». Sulla stessa linea un altro palermitano celebre, l'attore Tony Sperandeo, amico di Burruano dagli anni della gavetta: «Gigi non è un violento è un gesto inspiegabile, il genero deve averlo esasperato, sono molto dispiaciuto».