Attracca la nave-pattumiera Scontri nel porto di Cagliari

Una nave che trasporta 500 tonnellate di spazzatura campana bloccata a lungo davanti a Cagliari da una protesta: tafferugli. Ancora incendi di spazzatura a Napoli: 5mila tonnellate di rifiuti nelle strade. Unidici Regioni dicono sì alla spazzatura. Il Viminale: "Squadre di intevento rapide contro le bande di criminali"

Cagliari - Il secco "no ai rifiuti "esce dai confini campani e sbarca in Sardegna. Il vice sindaco di Cagliari, Maurizio Onorato ha notificato ai dirigenti del servizio di ordine pubblico nel porto canale di Cagliari l’ordinanza, emessa nel 2006 e mai revocata, del sindaco del capoluogo sardo, Emilio Floris, che vieta la movimentazione di rifiuti extraregionali nel territorio comunale. Sulla banchina, i manifestanti circondano le bitte d’attracco e la nave "Italroro Three" che trasporta oltre 500 tonnellate di rifiuti proveniente da Napoli. L’ordinanza del sindaco di Cagliari ha validità sul territorio comunale che comincia fuori dal cancello nella parte del porto canale occupata dalla Grendi che ha i suoi impianti nel territorio del Comune di Assemini.

L'attracco Ha attraccato, dopo una lunga attensa in rada, intorno alle 18,30 nel porto Canale di Cagliari la nave della Di Majo Lines proveniente da Napoli con un primo carico di circa 500 tonnellate di rifiuti campani destinati a essere smaltiti nel termovalorizzatore dell’area industriale del capoluogo sardo. Ad attenderla al molo ci sono decine di manifestanti, contrari allo sbarco, controllati a vista dalle forze dell’ordine.

La protesta Gli indipendentisti del movimento Irs-indipendèntzia Repùbrica de Sardigna, hanno dato vita a una "resistenza pacifica" e hanno deciso di sdraiarsi davanti al boccaporto per bloccare lo sbarco dei camion di rifiuti. Carabinieri e poliziotti sono sul molo in tenuta anti-sommossa guidati dal questore di Cagliari. Sulla banchina c’è molto movimento e sono scoppiati anche alcuni tafferugli: i leader dei gruppi indipendentisti sono stati bloccati dalla polizia e successivamente rilasciati dopo la protesta dei militanti. Attualmente sono in corso trattative mentre l’odore dei rifiuti arriva fino alla banchina. Intanto si allarga la mobilitazione contro l’arrivo dei rifiuti campani in Sardegna: al gruppo dei militanti di Irs si sono aggiunti quelli di Sardigna Natzione e fuori dai cancelli del molo si sono riuniti degli attivisti di Forza Italia. Per Mauro Pili, parlamentare di Fi ed ex presidente della Regione "è significativa la mobilitazione che tutta la Sardegna sta mettendo in atto contro i rifiuti della Campania".

Undici Regioni per il sì Undici regioni hanno già dato la loro disponibilità operativa ad accogliere i rifiuti campani: Sardegna, Emilia Romagna, Marche, Puglia, Abruzzo, Molise, Calabria, Sicilia, Piemonte, Basilicata, Lazio. Lombardia e Veneto hanno per ora detto no. Con le restanti regioni continuano le trattative al tavolo tecnico. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi, che confidano di poter collocare nelle altre regioni italiane 100mila tonnelate di rifiuti campani. I rifiuti restanti verranno sistemati nella stessa Campania e si esaurirà così "la fase emergenziale".

Napoli, ancora roghi All’indomani dell’arrivo a Napoli del commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania Gianni De Gennaro, la situazione nella regione sembra più serena rispetto ai giorni scorsi, anche se durante la notte si sono registrati 130 roghi di immondizia e il presidio a Pianura va avanti in attesa della decisione sulla sorte della discarica. Sono stati circa 130 gli interventi dei Vigili del Fuoco effettuati questa notte nelle province di Napoli, Caserta, Salerno e Avellino per spegnere i roghi dei cumuli di immondizia.

Rifiuti in strada Sono circa 5mila le tonnellate di rifiuti ancora da rimuovere nelle strade di Napoli. Un dato che rimane più o meno stabile negli ultimi giorni, malgrado il blocco delle operazioni di smaltimento, grazie agli sforzi dell’Asia - l’azienda speciale per l’igiene ambientale - che sta utilizzando stoccaggi provvisori per evitare che gli accumuli nelle strade continuino a crescere. Nell’impossibilità di raccogliere tutte le giacenze, non essendoci al momento dove svuotare gli autocompattatori, l’Asia sta effettuando raccolte a rotazione nei vari quartieri, per evitare il più possibile che si creino situazioni di eccezionale gravità in singole zone.

Vertice al Viminale I vertici delle forze di sicurezza hanno spiegato che gli atti criminali di questi giorni nel napoletano "sono caratterizzati prevalentemente dall’azione di bande teppistiche, che colpiscono in modo non pianificato e senza una strategia complessiva". La valutazione è stata data nel corso della riunione al Viminale tra il ministro Amato, i capi di polizia carabinieri e Asi (ex Sisde). "Per contrastare queste azioni - è stato deciso - sarà quindi intensificata l’attività di squadre di intervento rapido dotate di mezzi agili e in grado di veloci spostamenti". Amato, si legge in una nota del Viminale, ha chiesto di "rafforzare al massimo l’attività investigativa e di intelligence per individuare i responsabili degli scontri e consegnarli all’autorità giudiziaria". "Pieno sostegno all’attività del commissario straordinario ai rifiuti, evidenziando l’importanza di una stretta sinergia al fine di garantire al meglio la tutela dell’ordine pubblico" è stata data dal Viminale nel corso della riunione tra Amato e i vertici delle forze di polizia.