Atzori e le scelte che fanno male alla Samp

(...) finalmente privo di pesi morti. Viva Merkel, tanto per cominciare. «Un Genoa che corre - ha precisato Malesani -. Perché in questo calcio se non corri non puoi giocare. Tant'è che mi aspetto che con Rossi, Palacio, Dainelli, Mesto, Merkel, Jankovic, Caracciolo e compagni si metta a correre pure Constant, finalmente convincendosi di essere uno dei nostri elementi migliori».
Bravo Preziosi, che rompendo il lungo silenzio ha parlato, confermando assoluta fiducia in Malesani e garbatamente facendo le pulci al ritratto che chi scrive ne ha fatto su queste colonne e in tivù. «Compro e vendo molti giocatori per l'esclusivo bene presente e futuro del Genoa, che ha grandi spese senza vantare gli introiti delle grandi - ha detto il presidente -. E vi assicuro che l'Europa mi interessa eccome». Ma io ribadisco, senza criticarlo: in realtà non gli importa di entrare in «questa» Europa League, per il semplice motivo che è scioccamente tanto avara di gloria e introiti quanto prodiga di spese e contrattempi per i partecipanti. Piuttosto mi è spiaciuto che Preziosi non abbia apparentemente inteso che il mio invito ai tifosi rossoblu a non rompergli eccessivamente le scatole («Tenetevelo stretto questo presidente che vi conserva invariabilmente in serie A e preferibilmente nella parte sinistra del tabellone, perché se si stufasse non vi resterebbe che il passaggio dell'avventuriero di turno a rosicchiare i resti, e la saracinesca giù») era non già un mesto riferimento al minore dei mali bensì il sincero omaggio al miglior presidente del Genoa del dopoguerra. E ora vediamo cosa succederà domani sera (ore 20.45) a Marassi, ospite la Roma.
In casa Sampdoria c'è per contro un allenatore (Atzori) che sta ingaggiando autocastranti sfide private con i suoi giocatori (in primis Piovaccari) a scapito del patrimonio tecnico-economico-finanziario degli azionisti di riferimento (Garrone): i quali - tra la crescente apprensione dei tifosi - accettano senza fiatare. Nel primo tempo del match contro il Cittadella, concluso col nulla di fatto, la Sampdoria aveva in campo tre soli elementi che per statura fisico-tecnica si segnalavano all'altezza di vestire con profitto la maglia blucerchiata in un prossimo (augurabile) campionato di serie A: il portiere Romero, lo stopper Gastaldello e il centravanti Piovaccari. Dopo l'intervallo, in previsione del probabile assalto da condurre sotto il perentorio risucchio della gradinata Sud, è spericolatamente spuntato in campo il discusso Maccarone al posto di Piovaccari, il cui peso, i cui piedi e il cui colpo di testa avrebbero probabilmente favorita la trasformazione in rete di uno degli innumeri corner e calci piazzati sommati invano. «È stata una mia scelta tecnica, dovuta al fatto che non c'era feeling tra Piovaccari e Bertani, ognuno giocava per proprio conto, non facevano reparto» ha seccamente spiegato Atzori in sala stampa. Giusto, solo che la colpa era semmai del cocciuto individualista Bertani. Tant'è che, paradosso per paradosso, io avrei piuttosto sostituito l'ex novarese che se fa gol ricorda Totò Schillaci ma se resta a secco - come gli accade da 5 partite - non lascia traccia. Se poi Atzori si fosse contemporaneamente persuaso che stesse per contro «facendo reparto» a pro dell'azione offensiva il centrocampo con il dolorante Palombo, l'inqualificabile Bentivoglio, l'arretratissimo Foggia e l'impalpabile Semioli, avrebbe avuto le traveggole e sarebbe da licenziamento in tronco. Fino a quando Atzori si rifiuterà di prendere atto che - a parte il 2-2 col Padova e i 6 gol impietosamente rifilati al povero Gubbio in doppia inferiorità numerica per due terzi di gara - la Sampdoria a Marassi ha segnato una sola rete al Torino e al Sassuolo ed è rimasta all'asciutto con Grosseto e Cittadella per il semplice motivo che lui la schiera desolatamente lenta, lunga e sfilacciata, con un centrocampo in costante affanno? Secondo voi, un tecnico che fa ruotare - talvolta a caso - 23 giocatori in 11 gare ha le idee chiare? Altro che lancinanti problemi all'attacco! Fino a quando i Garrone riusciranno a sopportare? Se infine Atzori si affida al buonsenso, bene. Ma se sta scritto che la Sampdoria suicida in A debba rantolare in B, meglio prendere il colpo del coniglio già sabato pomeriggio a Nocera.