Atzori riacciuffa la Samp con la rivoluzione verde

(...) Angelo Esamel Junior Da Costa, Massimo Maccarone, Jonatahn Rossini e, soprattutto, Angelo Palombo.
Ecco, credo che la chiave sia tutta qui: nel fatto di tenere il capitano in panchina. Io, personalmente, e su queste colonne non ne ho mai fatto mistero, ho sempre ritenuto il numero 17 blucherchiato un giocatore sopravvalutato, scontrandomi in continuazione con chi sosteneva che, con lui in campo, l’Italia avrebbe vinto i mondiali in Sudafrica. E, spesso, erano gli stessi che spiegavano che Accardi dovesse giocare in Nazionale o che Pozzi è meglio di Ibra. Ma, certo, le ultime prestazioni - Padova escluso - di Palombo sono state davvero imbarazzanti. E fanno male, prima ancora che al Doria, a un giocatore come Angelo che è stato grandissimo nel primo anno di Mazzarri, giocando una stagione da regista degno dell’alto dei cieli calcistici e a un uomo come Angelo che è davvero una persona speciale, non banale e perbene, rara nel mondo del calcio. E posso testimoniarlo personalmente, proprio da critico che non gli ha mai risparmiato nulla.
Eppure, nonostante tutto questo, la scelta di tenere fuori Palombo è stata la svolta della partita e quella che ha salvato la panchina di Atzori. Scelta difficile, scelta dolorosa, ma anche scelta inevitabile.
Detto questo, detto di chi non ha giocato - risultando decisivo per la nuova Sampdoria - raccontiamo ora chi ha giocato. Con le istruzioni per l’uso di sempre: i voti non vanno dal 5,5 al 6,5, ma dallo zero al dieci, con qualche giudizio volutamente forte e qualche provocazione. Che è il sale del calcio, un po’ come le formazioni di Atzori.
Romero: pomeriggio tranquillissimo. Eppure, riesce a dare sicurezza alla difesa. Voto: 6.
Rispoli: i contestatori, l’altro giorno, gli hanno rotto un dente. Lui risponde alla violenza con gli interessi ed è molto positivo. Voto: 7.
Volta: In difesa mette paura ogni volta che la palla passa dalle sue parti. Ma in attacco è uno di quelli che ci prova sempre. Voto: 6.
Gastaldello: il nuovo capitano è discreto in difesa e ottimo in attacco. Soprattutto, gioca con una cattiveria agonistica che suona benissimo sui piedi di un buono come lui. Voto: 7,5.
Castellini: un paio di disimpegni sbagliati rischiano di innescare le uniche azioni pericolose del Crotone. Però, sulla fascia, fa il suo. Voto: 6.
(dal 44’st Padalino: Sta in campo un minuto di tempo regolamentare e cinque minuti di recupero. Eppure, riesce a confezionare un possibile assist per il 3-0 e, addirittura, quasi, a segnare un gol di fino. Che, per chi conosce il suo piede, è una specie di miracolo. Quindi, necessariamente, lievita anche la valutazione. Voto: 8,5).
Foggia: sa giocare a calcio, tratta la palla come fosse la sua sposa, anche se alla fine lascia sempre una certa sensazione di irrisolutezza. Comunque, voto: 6,5.
(dal 33’ st Laczko, meno bello a vedersi, ma più utile di Foggia. Voto: 6,5).
Obiang: era stato uno dei migliori nelle prime giornate, poi Atzori l’ha incredibilmente levato dai titolari. Torna e dimostra chi aveva torto. Voto: 7.
Soriano: contro il Sassuolo, in quell’assurdo rombo proposto nel primo tempo, era stato il peggiore, superato in mediocrità calcistica solo da Dessena, che del genere è un frequentatore abituale. Ieri, invece, ha dimostrato una straordinaria personalità, sia in fase di interdizione, che in fase di costruzione. Voto: 7,5.
Semioli: genio, non moltissimo, e sregolatezza, con qualche appoggio sbagliato di troppo. Comunque, in crescita rispetto a Nocera, anche perché in calo sarebbe stato difficile. Voto: 6.
Fornaroli: Titolare per la prima volta da inizio campionato. Lotta, suda, si costruisce bene occasioni, butta via malamente le stesse occasioni, esce fra inspiegabili ovazioni del pubblico. Comunque, ci mette la buona volontà. Voto: 6,5.
(dal 34’ st Foti): Evidentemente, è un predestinato. Perché, all’esordio in Coppa Italia, contro il Cagliari, segnò. Poi, in campionato, con il Messina, fece il bis. Quindi, si è perso per anni. Ieri, il 2-0. Certo, il merito del gol è quasi tutto di Bertani. Ma lui la butta dentro, ricompensando Atzori per la fiducia. Bentornato. Voto: 6,5.
Bertani: Sembra quello di inizio campionato. E non potrei fargli complimento più bello. Voto: 7,5.
Atzori: era la sua partita, dentro o fuori. Lui offre nuovamente decine di motivi per dire «fuori», visto che il bel gioco è stato anche ieri un’ipotesi, ma con scelte come Obiang, Soriano, persino Fornaroli, Foti e Padalino, riesce a essere «dentro». Voto: 6,5.