«Un’audace metamorfosi Da arbitro a giocatore...»

Coro di critiche dalla Casa delle libertà: «Gli facciamo i complimenti. I prossimi assessori li sceglierà al Leoncavallo»

«Un’audace metamorfosi». Lapidario il commento dell’assessore Guido Manca, una delle tante voci del coro di centrodestra che stigmatizza l’entrata in campo dell’ormai ex prefetto Bruno Ferrante. E, per rimaner nella metafora, «Ferrante passa da arbitro a giocatore» interviene l’azzurro Bruno Dapei. «L’ennesima candidatura nel centrosinistra - commenta la coordinatrice di Fi Mariastella Gelmini - di personalità che dovrebbero essere super partes».
«Povera politica, povera sinistra - sintetizza il capogruppo lombardo di Fi Giulio Boscagli -. La politica che 60 anni fa aveva messo un politico di sinistra in Prefettura (Riccardo Lombardi), oggi si appella al prefetto per la candidatura di sindaco, sancendo definitivamente la sua subordinazione alla burocrazia». Per Alberto Garocchio «un buono sfidante, ma speriamo di vincere la sfida». Durissimo l’attacco dell’eurodeputato leghista Matteo Salvini. «Ha preso in giro i milanesi. Ora capiamo il perché di quello che ha fatto, ma soprattutto di quello che non ha fatto per far rispettare la legge: Chinatown, viale Jenner, case occupate, centri sociali, campi nomadi e prostituzione. Milano non ha bisogno di un burocrate romano». «La sinistra priva di classe dirigente si affida ai prefetti», affonda il lumbàrd Massimo Zanello. Durissimo anche il ministro Roberto Castelli. «Prendo atto con soddisfazione che finalmente Milano si è liberata di un prefetto di sinistra che si è sempre dimostrato inadeguato ad affrontare i problemi di sicurezza e di immigrazione. È grave comunque che a ricoprire un incarico così delicato per Milano ci fosse una persona fortemente connotata politicamente». Per Mario Borghezio «dopo l’exploit di Cofferati sindaco-sceriffo, ora la sinistra tenta di conquistare la Milano legalitaria con un sindaco-prefetto». «Sono curioso di vedere gli elettori della sinistra radicale e dei movimenti votare un prefetto - gli fa eco l’altro ministro leghista Roberto Maroni -, un uomo dello Stato che tra le sue funzioni ha quella di coordinare la Polizia. Non credo, comunque, che Ferrante sarà un candidato vincente». «Non credo - saetta l’An Stefano Di Martino - che questa sia una scelta positiva per lui: abbandonare una brillante carriera per andare a fare il capo dell’opposizione a Palazzo Marino». «Complimenti a Ferrante - ironizza Romano La Russa -: gli assessori li sceglierà al Leoncavallo?».