Audi supera il milione di vendite nel 2008

WolfsburgConviene a tutti, anche a chi le produce, ridurre i consumi e le emissioni inquinanti delle auto. E una maggiore efficienza energetica non comporta necessariamente la riduzione delle prestazioni e del piacere di guida. Una dimostrazione pratica di questi concetti è offerta dai più recenti sviluppi del lavoro di ricerca condotto dai tecnici di Volkswagen. A cominciare dalla propulsione ibrida che la casa tedesca sta sperimentando, in contemporanea con Porsche per la Cayenne, sull’attuale Touareg. Nell’interpretazione di Wolfsburg, l’affiancamento in parallelo di un motore elettrico a quello a combustione interna garantisce la massima semplicità ed efficacia.
Sfruttando un pacco di batterie NiMH ad alta potenza (288 Volt), la vettura può viaggiare in modalità esclusivamente elettrica fino ai 50 orari. Oltre questo limite, la spinta viene fornita dal motore termico e, per qualche secondo, anche da quello elettrico qualora il guidatore richieda lo sfruttamento della massima potenza e coppia disponibili. Integrano il sistema le funzioni di ricarica della batteria, con il recupero dell'energia in frenata e la cessione di quella in eccesso dal motore termico. La prima applicazione sul prototipo della Touareg ibrida prevede l’impiego di un motore elettrico da 38 kW (52 cavalli), inserito tra un 3 litri V6 Tsi a iniezione diretta di benzina da 333 cavalli e 440 Nm di coppia massima (lo stesso dell’Audi S4) e un cambio automatico a 8 marce, con le ultime due «di riposo» per aumentare le percorrenze. La casa dichiara in via preliminare un consumo medio di 9 litri per 100 km ed emissioni di CO2 inferiori a 210 g/km, che per un Suv di notevole ingombro e peso come la Touareg sono da record.
Ma probabilmente si può fare anche meglio visto che nel nostro test a Wolfsburg e dintorni, senza una guida particolarmente accorta, ci siamo attestati su una media di 8,7 litri ogni 100 km. I dati potranno subire qualche aggiustamento, ma senza grandi variazioni quando il sistema ibrido di Volkswagen, ormai quasi pronto per la produzione, farà la sua prima comparsa l’anno prossimo su una vettura di serie, in coincidenza con il lancio della seconda generazione della Touareg.
Nell’attesa, sul versante della salvaguardia dell’ambiente la casa tedesca può esibire su uno dei suoi modelli di punta, la Passat nelle varianti berlina e Variant, i frutti del più recente lavoro di sviluppo e affinamento dei motori a gasolio e a doppia alimentazione benzina-metano. Vetture che, come sottolinea il presidente di Volkswagen Group Italia, Giuseppe Tartaglione, «dimostrano ancora una volta come la marca sia in prima fila nella ricerca di soluzioni concrete al problema del rispetto ambientale». Apre la parata la seconda generazione della Passat Blue Motion, equipaggiata con un 2 litri Tdi common rail da 110 cavalli al posto del precedente turbodiesel con sistema pompa-iniettore. Il nuovo motore, insieme con altri accorgimenti come il sistema start/stop, pneumatici a basso attrito, l’allungamento dei rapporti del cambio e il filtro antiparticolato di serie, fa della Blue Motion la Passat più sobria di tutti i tempi, con un consumo medio di 4,9 litri ogni 100 km e solo 128 g/km (129 per la Variant) di emissioni di CO2. La più pulita di sempre è, invece, la Passat Blue Tdi con motore 2 litri turbodiesel da 140 cavalli: con l’additivo AdBlue e un catalizzatore selettivo Scr abbatte consumi ed emissioni al punto da rientrare già nei limiti previsti dalla futura normativa Euro 6. Un’alternativa vantaggiosa, specialmente alla luce dei nuovi ecoincentivi del governo, è infine la Passat Tsi Eco Fuel, prima vettura in assoluto con un motore a iniezione diretta e doppia sovralimentazione (il 1.4 TSI da 150 cavalli) predisposto per funzionare anche a gas metano. La Passat Blue Motion e la TSI Eco Fuel sono già in vendita, rispettivamente con prezzi a partire da 26.250 e 28.200 euro, mentre la Blue Tdi, con prezzi ancora da definire, si potrà ordinare da marzo.