Auditorium, la multa si paga in biglietti e concerti

Biglietti per concerti e possibilità per il municipio di utilizzare alcuni spazi dell’Auditorium. Così la Fondazione Musica per Roma pagherà il debito di 519mila euro al II Municipio per l’occupazione di suolo pubblico nell’area antistante l’Auditorium. La denuncia arriva dal consigliere comunale di An Luca Malcotti e dalla consigliera del II municipio Daniela Chiappetti (Fi), che ieri in una conferenza stampa al Cives hanno reso noto il protocollo d’intesa firmato dal presidente del II, Guido Bottini, e dall’amministratore delegato della Fondazione, Carlo Fuortes, il 18 giugno scorso. «Ogni giorno - tuona Daniela Chiappetti - il municipio deve fare i conti con una carenza di bilancio che non permette di soddisfare i bisogni primari del territorio, come la ristrutturazione di asili nido, la manutenzione delle strade e delle aree verdi». «Eppure - continua la consigliera - il minisindaco, con l’approvazione della giunta municipale, avvenuta il 4 luglio, ha rinunciato a incassare questi soldi e ha tramutato il debito della Fondazione in una serie di servizi e in 4mila biglietti per concerti». Spazi e servizi che, per Malcotti, «serviranno a organizzare eventi il cui unico scopo è quello di aumentare la visibilità del presidente». I soldi incassati dalla Fondazione avrebbero permesso un aumento degli investimenti di circa il 10 per cento l’anno, oppure un aumento della spesa corrente per servizi ai cittadini del 3,5 per cento. «Non capiamo - aggiunge Malcotti - perché i 4mila biglietti della Fondazione debbano essere gestiti dal presidente, dagli assessori e dai consiglieri municipali, che li regaleranno ad amici ed elettori, sotto la dicitura “attività annuale di pubbliche relazioni”. E ancora: perché alcuni eventi, come il concerto gospel in sala Petrassi, che costa al municipio ben 60mila euro, devono essere riservati agli invitati del municipio e non aperti alla cittadinanza?».
An e Fi sottolineano poi un’anomalia sul prezzo dei biglietti, che il II municipio paga mediamente 37,5 euro, vale a dire molto più di quanto costerebbero singolarmente al botteghino. I biglietti della Festa del Cinema vanno, a esempio, dai 3 ai 10 euro, mentre è possibile acquistare al botteghino biglietti per eventi già programmati che variano dai 5 ai 20 euro. Inoltre la convenzione esclude gli eventi non organizzati in esclusiva dalla Fondazione. Altra irregolarità, secondo l’opposizione, sarebbe la firma del protocollo da parte di Carlo Fuortes, amministratore delegato della Fondazione, e non di Gianni Borgna, presidente della stessa, come espressamente previsto nel documento. «Chiediamo la revoca della convenzione e le dimissioni del minisindaco Bottini» conclude Malcotti, che ieri ha presentato due interrogazioni comunali sulla vicenda e ha annunciato il ricorso alla Corte dei Conti per danno erariale.