Auditorium La Verdi «stregata» dal violoncello di Hanna Chang

Han-Na Chang, nata Hanna ma per un refuso del passaporto universalmente nota come Han-Na, è una splendida violoncellista coreana. L’aspetto è quello d’una fanciulla ribelle, un po’ androgina. Sguardo vispo, pronto al sorriso, capelli sbarazzini (in genere). Ogni suo gesto comunica energia, vitalità, estroversione. E autorevolezza.
Fin dalle sue prime apparizioni italiane, poco più che adolescente, fu subito chiaro che possedeva quel qualcosa in più, chiamiamolo ascendente, che rende l’interprete un «artista». Ha un ricco passato, ha suonato con le maggiori orchestre, è stata diretta dai direttori che contano. E soprattutto ha studiato con due assi del violoncello come Mischa Maisky e Mstislav Rostropovich. Han-Na Chang in Auditorium Cariplo stasera (ore 20.30), domani (ore 20) e domenica (ore 16) è l’interprete del concerto in mi minore op.85 di Edward Elgar, con l’Orchestra Verdi diretta da John Axelrod. Che prima fa conoscere Rendering di Berio su testi di Schubert, quindi il Quartetto op.25 di Brahms nella trascrizione di Schoenberg per orchestra.
Della Chang colpiscono la tecnica inappuntabile, il suono bello, pieno, eppure leggero, la naturalezza del porgere e la maturità espressiva d’artista navigata. Capace di leggerezze impalpabili, di sussurri quasi impercettibili, ma anche di affermazioni leonine. Un'artista a tutto tondo, con una bella testa pensante.