Augello: «Basta navigare a vista»

È già domani, per Andrea Augello. Dopo essere stato - almeno secondo molti osservatori - il vincitore morale delle assise romane di An, il senatore parla dei temi in agenda per il rilancio del partito.
Quale sarà l’eredità politica di questo congresso?
«Per me la parentesi congressuale si è chiusa con la conta dei voti. Un momento per noi significativo, perché ci ha dimostrato come un quarto degli iscritti si sia riconosciuto nelle nostre posizioni. La gente ha compreso che le questioni che noi ponevamo erano politiche e non meramente nominalistiche. Ora l’obiettivo dovrà essere quello di essere sì uniti, ma dando voce anche a queste parte di popolo».
Il neopresidente Alemanno ha affermato che intende recepire gli aspetti positivi del suo documento...
«Credo che sia un obbligo quando, come gli è successo, si perde per strada il 7 per cento della base. Contrariamente a quanto si è detto, i due documenti hanno un’impostazione strategica e politica molto diversa. Scegliere come tema guida dell’opposizione al veltronismo il tema dell’identità significa non capire che Veltroni è una sorta di Fregoli che di identità ne può assumere migliaia. Se Alemanno è un prodotto mediatico forte, Veltroni è l’industria del consenso. Per fare saltare lo schema virtuale del sindaco la nostra opposizione deve invece basarsi sull’autenticità, mostrare quello che è vero e quello che non lo è. Deve essere pasoliniana, neorealista, intercettando ad esempio quei circuiti mediatici underground che sfuggono all’egemonia mediatica del Campidoglio».
Quale sarà quindi il prossimo approdo del vascello dei
«capitani coraggiosi»?
«Il congresso ha rappresentato solo il primo scalo. Ora dovremo riprendere il mare aperto con l’obiettivo di creare una struttura pensante del centrodestra a Roma, che ruoti intorno a una rete di centri studi piuttosto che di associazioni, per elaborare un modello di gestione alternativo. Quando ho detto che avremmo bisogno di un nuovo Goffredo Bettini non mi riferivo certo al Bettini dell’Auditorium o delle “Feste del Cinema”, ma a quello che con Rutelli prima e Veltroni ha fatto quel lavoro di cucitura che ha permesso a questo centrosinistra di dilagare anche al centro, creando le premesse per la sua egemonia».
Il porto più vicino sembra essere quello del congresso regionale, che probabilmente si terrà entro dicembre...
«Dove vorrei dare un contributo per trovare una soluzione unitaria come successo in provincia. Su Roma non è stato possibile perché ho sentito il dovere di avanzare una proposta politica alternativa rispetto a quella di Alemanno e in questo momento di Fini. Perché occorreva dare un taglio autocritico al dibattito. Perché i temi sul tappeto, come quello della regionalizzazione, erano troppo significativi per essere elusi. Un ex ministro che dirige una federazione locale è oggettivamente un’anomalia».
Domenica Vincenzo Piso ha citato una frase di suo fratello, Tony Augello: «Un’opposizione deve esser fatta di momenti di accelerazione e di freno»...
«Sì, ma per lui non si trattava di un principio di sospensione, ma unitario. In questa città mio fratello è stato il primo a ideare un sistema di opposizione al Campidoglio diffuso e di lungo periodo. Negli ultimi anni non ci siamo più riusciti. Dopo di lui, purtroppo, abbiamo navigato a vista».