Auguri Lionel Messi: il fenomeno del Barça compie 30 anni

Oggi il fuoriclasse del Barcellona festeggia 30 anni. La sua carriera è costellata di prodezze ed emozioni, con un solo rimpianto: le sconfitte con la sua Nazionale

Il 24 giugno non è un giorno qualunque per il mondo del calcio: oggi compie 30 anni Lionel Messi, uno dei più grandi della sua generazione e di sempre. Un giro di boa al quale il fuoriclasse argentino arriva dopo 12 anni da favola, conditi da record e vittorie che in pochi possono dire di avere ottenuto. E sempre con la stessa maglia, quella blaugrana del Barcellona.

"La pulce" è il suo soprannome fin da piccolo. Quando nella città di Rosario fa impazzire i suoi coetanei dribblandoli tutti e segnando decine di gol a partita. Si racconta che a volte riuscisse addirittura a passare fisicamente sotto le gambe dei suoi avversari. Merito - o colpa - del nanismo ipofisario che alcuni vedevano come una pietra tombale sulle sue ambizioni.

Ad appena 13 anni il "piccolo" Messi prende la decisione più importante della sua vita: molla tutto - la famiglia, gli amici, i compagni al Newell's Old Boys - e accetta l'offerta del Barcellona. "Màs que un club", il motto che legge appena varcato il cancello del centro sportivo della corazzata catalana. È lì che Messi decide di diventare "Màs que un jugador", cioè un campione.

La sua crescita fisica e professionale avviene in fretta. Il tutto grazie a maestri d'eccezione e a robuste dosi di ormone della crescita, con cui si alza fino agli attuali 169 cm. A 15 anni sbarca in Italia per un rapido provino con il Como dell'allora presidente Enrico Preziosi. Bocciato senza appello: "È troppo basso, non diventerà mai un campione".

Dubbi che crollano - e fanno rumore - sotto il peso dell'incredibile qualità delle sue giocate con il Barcellona C e B. Messi è imprendibile, controlla il pallone come nessuno e quando punta l'avversario gli va via con una facilità imbarazzante, nello stretto come in progressione. L'allenatore della prima squadra del Barça è Frank Rijkaard, che lo fa esordire a 17 anni.

Il resto è storia. Dal primo maggio 2005, giorno del suo primo gol in partite ufficiali con la maglia del Barcellona, Messi ha battuto tutti i record. Il suo palmarès parla chiaro: ha vinto 8 volte la Liga, 5 volte la Coppe di Spagna e 4 la Supercoppa spagnola. A cui aggiungere 4 Champions League, 3 Supercoppe Uefa e 3 Coppe del mondo per club.

Solo per club, perché con la sua Nazionale - e qui arriviamo all'unico vero rimpianto della straordinaria carriera della Pulce - il numero 10 blaugrana non è andato oltre l'Olimpiade del 2008 e un campionato mondiale Under-20. Poco per un calciatore annoverato tra i più forti di sempre. Che con la Nazionale argentina ha sempre avuto un rapporto problematico.

Le tre finali perse - una ai Mondiali del 2014 e le altre due in Coppa America contro il Cile ed entrambe ai rigori - sono state una maledizione per il morale di Lionel Messi, arrivato persino ad annunciare il suo ritiro ufficiale dalla Nazionale. Convinto da un popolo che lo pregava in ginocchio di ripensarci, la Pulce è tornata sui suoi passi. Ma senza riuscire a vincere.

Davanti a sè ancora una decina d'anni per riscattare l'onore perduto. E sbarazzarsi per sempre del confronto che i suoi critici più esigenti fanno sempre con Maradona. D'altronde Diego trascinò la Seleccion al doppio trionfo dei Mondiali 1978 e 1986, mentre Messi invece non è andato oltre una finale: un rimpianto che ancora oggi gli pesa.