GLI AUGURI DEL SECOLO

In questi giorni Il Secolo XIX compie centovent’anni e, da parte nostra, facciamo i migliori auguri ai colleghi di piazza Piccapietra.
Non sono auguri di circostanza, sono auguri sinceri. E sono tanto più sinceri proprio perchè arrivano da pagine che, spesso e volentieri, hanno incrociato le penne con alcune scelte del Secolo, a volte anche con scontri durissimi. Non a caso, il nostro slogan va proprio in questa direzione: un’altra informazione, anche a Genova, è possibile.
L’ultima polemica con il quotidiano diretto da Lanfranco Vaccari risale a pochissimi giorni fa, quando abbiamo lamentato il fatto che i commenti di Saverio Vertone, alcuni dei quali grondano antiberlusconismo, siano pubblicati senza mai precisare chi è Saverio Vertone. E cioè un ex parlamentare azzurro che, fino a venerdì mattina alle 10, resta deputato del Partito dei comunisti italiani. Come dire? Non propriamente quanto di più super partes c’è sul mercato.
Eppure, proprio perchè pensiamo che un’altra informazione sia possibile, anche a Genova, facciamo gli auguri al Secolo. Perchè, pur contrastando duramente alcune sue scelte, ne abbiamo apprezzato moltissimo altre e, ogni volta che abbiamo avuto l’occasione di farlo, l’abbiamo detto pubblicamente.
Perchè pensiamo che l’unico approccio possibile ai problemi sia quello laico, che non giudica a prescindere, ma che valuta caso per caso, situazione per situazione, problema per problema. E non abbiamo alcun problema a riconoscere al Secolo i suoi meriti, quando ci sono. Così come non abbiamo alcun problema a riconoscere che, a Genova e in Liguria, non si può prescindere dal Secolo. Chi pensasse di farlo, peccherebbe di presunzione e supponenza.
Quindi, proprio perchè abbiamo un approccio laico ai problemi, vogliamo riconoscere in particolare i meriti del direttore Lanfranco Vaccari. Il Secolo è, e rimane, un giornale fondamentalmente di sinistra, a tratti di estrema sinistra. E nemmeno mille editoriali sul fatto che non è schierato potrebbero provare il contrario. Però è vero che, spesso e volentieri, Vaccari ha dato segni di libertà intellettuale, giudicando caso per caso e non sponsando aprioristicamente una parte, piuttosto che l’altra. In questo quadro, la sua risposta a Eugenio Scalfari che l’ha crocifisso sull’Espresso per aver dato la propria disponibilità ad intervistare Berlusconi in campagna elettorale, è esemplare. In una parola, Vaccari ha risposto al sermone scalfariano con una semplice considerazione: «Io faccio il giornalista». E, quando, nella pagina delle lettere del Secolo appaiono lettere che gli rimproverano di essere alternativamente troppo di destra o troppo di sinistra, è segno che è davvero un buon giornalista.
Certo, poi è anche vero che Il Secolo è lo stesso giornale che, in campagna elettorale, ha pubblicato resoconti del comizio genovese di Berlusconi che odoravano di lacrimogeni e davano spazio più a cento contestatori che al successo di pubblico del premier e resoconti del comizio genovese di Fassino che odoravano d’incenso, di lavanda e gelsomini. Peraltro prima che iniziasse Euroflora.
Ma, per l’appunto, bisogna valutare caso per caso, articolo per articolo. Dal canto nostro, da cordialissimi avversari, facciamo al Secolo e a Vaccari i nostri migliori auguri di buon compleanno.