Augustin Thevarparampil

Nacque in India, a Ramapuram, nello Stato del Kerala, in diocesi di Palai, nel 1891. La sua era una famiglia di cristiani ed egli venne subito battezzato. Dopo gli studi nella sua cittadina, entrò in seminario a Palai e ne uscì sacerdote nel 1921. Due anni dopo fu mandato a fare da viceparroco a Kadanad. Ma vi potè restare solo pochi anni perché nel 1926 una grave malattia lo costrinse a far ritorno a Ramapuram. Durante la lunga convalescenza ebbe modo di interessarsi alla condizione dei dalit, gli appartenenti alla casta più bassa, quella dei cosiddetti «intoccabili», che lavoravano come braccianti e gente di fatica nei terreni delle altre caste. Il mahatma Gandhi fu il primo a prenderli in considerazione: li chiamava harijan, «popolo di Dio». Ma andare contro usanze millenarie era pressochè impossibile. Ci provò don Augustin Thevarparampil, che la gente prese a chiamare kunf achan, cioè «piccolo prete», per via della sua bassa statura. Egli, accompagnato da un catechista, si recava nelle povere capanne degli «intoccabili» e li assisteva, dirimeva le loro liti, li curava se del caso. Ma anche i suoi protetti erano preda di ataviche superstizioni e oppressi da una torma di innumerevoli divinità. Eppure, la pazienza e l'abnegazione del piccolo prete (che non perdeva mai la serenità, nemmeno di fronte agli insulti) poco alla volta riuscirono a far breccia nella rassegnazione e nel fatalismo. Egli, che conosceva il nome di ciascuno dei suoi protetti, nel corso della sua lunga vita riuscì a battezzarne di sua mano quasi seimila, viaggiando continuamente. Morì nel 1973.