Auletta lascia Ubi, l’asse dell’istituto si sposta verso Brescia

Terremoto al vertice di Ubi Banca: Giampiero Auletta Armenise ha ceduto la poltrona di amministratore delegato all’attuale direttore generale Victor Massiah. La decisione è stata formalizzata ieri sera nel consiglio di gestione, a cui Auletta ha spiegato di aver passato la mano per motivi «esclusivamente personali», per il desiderio di raggiungere la famiglia a Roma. Il vertice del gruppo si è detto rammaricato e ha ringraziato il banchiere per il lavoro svolto. Ufficialità a parte, al ribaltone avrebbe però contribuito l’intenzione annunciata in estate da Auletta di accelerare la revisione del piano industriale, di agire con decisione sui costi per rafforzare i coefficienti di quella che è già una delle banche più solide del Paese (620 milioni l’utile a settembre).
Un disegno perfetto per le calcolatrici degli analisti (il titolo è arrivato a cedere il 2,6% alla Borsa serale) ma che con il passare delle settimane si sarebbe trasformato in «una fuga in avanti» rispetto agli equilibri di una supercooperativa come Ubi. Un gruppo che affianca alla governance duale una struttura federale che lascia ampia autonomia alle numerose banche reti. Tutti elementi che avrebbero contribuito a fare slittare a metà 2009 la revisione del piano inizialmente prevista entro questo dicembre; senza contare che a Brescia il «piglio» di Auletta aveva già sollevato qualche malumore ai tempi dell’integrazione con Bpu.
Alcuni dirigenti dell’istituto, raggiunti dal Giornale, raccontano inoltre di un summit svoltosi nel tardo pomeriggio di lunedì 17 novembre nella sede milanese dell’ex Bre tra Massiah, Corrado Faissola (presidente del consiglio di sorveglianza di Ubi), il presidente della Bre, Piero Bertolotto, e il «vice» Mario Cera. Sul tavolo alcuni fatti interni alla controllata, ma la riunione avrebbe offerto ai bresciani l’occasione per fare quadrato attorno a Faissola. Per prepararsi all’addio di Auletta, poi concordato con il presidente del consiglio di gestione Emilio Zanetti così da evitare fratture con l’anima «bergamasca» dell’istituto, che ieri ha anche stanziato 1,5 miliardi per le piccole e medie imprese.
Auletta, che era salito al vertice di Ubi dopo aver sviluppato Bpu, resterà in consiglio ma dal primo dicembre le redini passano a Massiah. Con il risultato di spostare verso Brescia il baricentro dell’istituto. Anche se Bergamo ha ottenuto la contemporanea promozione a direttore generale di Riccardo Sora, accanto al condirettore Graziano Caldiani.