Aulin senza ricetta? In farmacia non fanno storie

Aulin, Mesulid, Nimesulene, Remov, Sulidamor. Sono tutti farmaci antidolorifici che hanno il Nimesulide come principio attivo. Secondo alcuni medici internisti provocherebbero gravi danni al fegato. Pochi giorni fa sono stati banditi dalle farmacie d’Irlanda, mentre da anni non li si trova più sugli scaffali in Finlandia e altri Paesi.
E in Italia? Sono classificati dal prontuario farmaceutico come medicinali di classe A o C, quindi potenzialmente nocivi in caso di abuso. Acquistabili in farmacia, ma solo con ricetta medica utilizzabile più volte in un arco di tempo di sei mesi. Gli unici prodotti a base di Nimesulide vendibili senza prescrizione medica sono, invece, i gel antinfiammatori. Per gli altri, in forma di compresse o bustine granulate, nessuna eccezione: la ricetta è obbligatoria.
Fin qui le norme. Ma sarà davvero così nella prassi quotidiana? La risposta è semplice: no. Basta infatti fare una capatina in sette diverse farmacie della nostra città per rendersene conto. Sette farmacie sparse nelle zone di Porta Genova, Corvetto e stazione Centrale. Il gioco è semplice: si entra, si chiede dell’Aulin o comunque un antidolorifico a base di Nimesulide, e si aspetta la reazione del farmacista. Risultato? Ben tre commessi prelevano la confezione richiesta dagli scaffali e la depongono nelle mani del cronista, camuffato da cliente, senza battere ciglio. Solo una giovane dipendente abbozza una domanda: «Lo ha già preso altre volte?». Sì. E spariscono le titubanze.
Altri due titolari oppongono qualche resistenza, almeno all’inizio. «Ma lo vuole davvero? Non ha sentito che casino è successo in Irlanda? Sono morte anche delle persone...». «Le suggerisco il Moment Doll, che è migliore e meno pericoloso dell’Aulin». Basta insistere un poco, però, per ottenere la confezione desiderata. Anche se uno dei due farmacisti precisa: «Detesto l’Aulin e lo sconsiglio, ma se proprio mi rompe le palle glielo vado a prendere». Alla ricetta non si fa alcun cenno.
In un’altra farmacia non è possibile acquistare alcun medicinale a base di Nimesulide senza ricetta. Peccato, però, che come sostitutivo per curare un acuto mal di denti si indichi l’Oki. Un altro antinfiammatorio per cui sarebbe necessaria la prescrizione del medico. Solo in un esercizio, la farmacia Nazionale di corso Colombo, il prontuario farmaceutico è rispettato al cento per cento. Come antidolorifico viene fornito un prodotto a vendita libera, il Voltadol. «Ha letto che polemica sul Nimesulide? Senza ricetta proprio no», sentenzia una commessa. Una farmacia su sette, insomma, supera a pieni voti il test. «Non posso che ripetere ai miei colleghi di fare attenzione - dice Andrea Mandelli, vicepresidente nazionale e presidente lombardo dell’Ordine dei farmacisti -. Certo stiamo vivendo una deriva commerciale pericolosa nella vendita dei farmaci. E alcune scelte politiche, come il decreto Bersani, non aiutano. Sta prendendo forza, infatti, l’idea che i medicinali siano caramelle senza rischi. Non è così e noi farmacisti dobbiamo essere i primi a dover combattere questa mentalità».