Aumenta il canone ma l’Autorità frena

Telecom

da Milano

Telecom aumenta il canone, ma l’Autorità per le telecomunicazioni frena. Con una pubblicità l’ex monopolista ha fatto sapere ieri ai consumatori di avere intenzione di aumentare a partire dal primo gennaio il canone mensile. L’Autorità per le telecomunicazioni, in serata, ha precisato che la proposta di Telecom non è ancora stata autorizzata ed è al vaglio degli uffici competenti. Inoltre, l’Authority ha ribadito il fatto che la manovra deve presentare un’invarianza di spesa per i consumatori.
Telecom, dal canto suo, ha precisato che quanto specificato dall’Autorità non è una sorpresa, ma che «per legge bisogna comunicare 30 giorni prima le nuove tariffe che devono essere poi approvate dall’Authority». Il gigante delle telecomunicazioni ha sottolineato che l’invarianza sussiste. L’aumento del canone fermo dal 2002, che dovrebbe far passare la spesa da 14,57 a 14,80 euro (più 23 centesimi ossia una maggiorazione dell’1,5%), è così compensato da ribassi. Scenderà infatti il canone per chi ha una linea Isdn, da 19,84 a 18,67 euro (meno 6%). Quanto alla clientela affari l’attivazione di un nuovo impianto su linea tradizionale passa da 200 a 80 euro, il trasloco della linea da 100 a 60 euro, il ritorno a Telecom da 200 a 80 euro. L’aumento del canone in un anno comporta comunque un aggravio in bolletta di 2,76 euro per utente, che spalmato sui circa 20 milioni di clienti che usufruiscono delle linee fisse di Telecom vogliono dire maggiori introiti per circa 50 milioni di euro l’anno. Incassi che secondo Telecom saranno pienamente compensati dai tagli effettuati sui contributi di attivazione e sul canone delle linee Isdn che non sono però molte, essendo state sostituite dall’Adsl. Ieri, intanto, Fitch ha confermato il rating BBB+ su Telecom Italia con outlook stabile. Il titolo ha sofferto ancora in Borsa chiudendo con un ribasso dell’1,7 per cento.