«Aumentare le sigarette a 5 euro»

La legge Sirchia che vieta il fumo nei locali pubblici compie due anni e i fedelissimi della sigaretta continuano a essere messi alla porta: solo l’1% dei locali pubblici italiani, infatti, si è attrezzato con una zona fumatori. La normativa, entrata in vigore il 10 gennaio 2005 nei primi mesi ha fatto desistere molti dal vizio: a fine 2005 circa mezzo milione di italiani aveva detto addio al tabacco. Secondo l’Istituto superiore della sanità, però, anche se la legge è largamente rispettata, l’effetto deterrente si è ormai esaurito. Secondo Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto, per provocare un nuovo sensibile calo dei tabagisti, la mossa vincente sarebbe un forte rialzo dei prezzi delle sigarette: «L'Italia ha finora registrato aumenti sempre minimi e dilazionati nel tempo che non hanno mai effetti rilevanti. Un aumento deciso dei prezzi potrebbe essere davvero lo strumento vincente per combattere il vizio del fumo - conclude Zuccaro - ma a oggi, evidentemente, le politiche economiche continuano a vincere su quelle sanitarie». Nel nostro Paese le sigarette d'importazione non superano i 4 euro, contro gli 8,20 della Norvegia, i 6,50 dell'Irlanda e i 5 della Francia. Da un'indagine Doxa del 2006, condotta per conto dell'Istituto superiore di Sanità su un campione rappresentativo di oltre 3mila italiani - riferisce l'esperto - è emerso che il 14,8% del campione, se il pacchetto di sigarette costasse 5 euro, smetterebbe di fumare, e ben il 38% fumerebbe meno.