Aumenti sui biglietti dei pendolari I sindaci furiosi: tagliate gli sprechi

I sindaci dell’hinterland sono in rivolta. Nel mirino è la Provincia di Milano. La colpa? La nuova stangata sui biglietti dei bus. Un aumento del 20 per cento che va a sommarsi alle proteste dei milanesi contro la decisione firmata da Giuliano Pisapia. Ma quello che fa davvero scaldare i sindaci della Provincia – «Un aumento senza alcun miglioramento del servizio è solo un problema e scoraggia l’uso del mezzo pubblico» chiosa Daniela Gasparini, primo cittadino di Cinisello Balsamo – è la spiega sull’aumento che hanno dato gli uffici di Guido Podestà: «C’erano tre opzioni: cancellare le corse, trovare le risorse o aumentare le tariffe». Esclusa la prima, si è scelta la terza possibilità. E la seconda? «Impossibile trovare le risorse, il bilancio piange». Leit motiv di Palazzo Isimbardi che si traduce in sette milioni di euro. Sì, l’alternativa all’aumento delle tariffe, dicono dall’assessorato ai Trasporti, era trovare nelle pieghe del bilancio 7 milioni di euro. Cifra che non fa certo tremare i polsi e che spinge pure un sindaco Pdl e vicino a Podestà come Graziano Musella, primo cittadino di Assago e anche consigliere provinciale, ad osservare come «occorre abbassare e non alzare il prezzo delle corse dell’hinterland». Magari, aggiungono dall’opposizione, evitando alla Provincia qualche spreco di troppo. Impresa non impossibile (ri)trovare quei sette milioni che eviterebbero l’aumento del biglietto a quei cittadini che dai comuni dell’hinterland si spostano su Milano soprattutto per lavorare. Per farlo è sufficiente andare sul sito della Provincia di Milano, cliccare su Albo pretorio e, oplà, prender nota delle spese che gli uffici quotidianamente compiono. Lo abbiamo fatto per nome e per conto dei nostri lettori e abbiamo scoperto che oltre ai 2.500 euro pagati mensilmente dalla Provincia a una società di leasing per consentire al Presidente di muoversi dalla sua casa di Pavia in via Vivaio a bordo di un’Audi A8, c’è veramente un mondo di sprechi di troppo. Ecco l’elenco delle spese imposte dalle determine di giunta di Palazzo Isimbardi e di quelle dei dirigenti della Provincia, scelte a caso, negli ultimi due mesi che, senza forse, si sarebbero potute evitare: 33mila euro per tre mostre dedicate al Papa; 732mila euro per sgombero neve; 110mila euro per sette conferenze e dieci workshop del progetto Ecia Platform; 15.494,81 euro per implementazione del sito internet; 8mila per spese del viaggio del presidente del Consiglio. E, ancora: 4.166 euro per 320 pettorine per operatori faunistici; 8.880 euro per un filmato istituzionale e sportivo sull’Idroscalo; 150.381 euro per risolvere il contratto del direttore generale del Museo della Fotografia; 5.400 per finanziare una Scuola di kart; 25.300 per la rassegna blues; 11mila per uno spettacolo teatrale e, sorpresa, 150mila per realizzare l’iniziativa Mincanto. Non è però finita. Più di 500mila per la retribuzione di risultato dei dirigenti, 7mila per le spese di rappresentanza di Podestà quale presidente dell’Ato, 19.440 in agende di rappresentanza Franco Maria Ricci, 270mila per servizi di telefonia mobile del primo quadrimestre 2011 e, inoltre, 3.720 per una videcoconferenza con il Marocco, 14mila per un viaggio a Toronto di consiglieri provinciali, 50mila per spese del settore comunicazione oltre a 39mila per acquistare spazi informativi. Ciliegina sulla torta, 440mila quali «spese per indennità del presidente del Consiglio e dei consiglieri, gettoni di presenza e rimborsi chilometrici», determina 433/2011 integrata di altri 150mila euro per i mesi di giugno e di luglio 2011. Ci fermiamo qui. L’elenco è sterminato ma solo così si potrebbe risparmiare qualcosa evitando qualche taglio di troppo.