In aumento i casi di disagio degli under 12 Tra le novità i corsi di italiano per stranieri

Dieci anni a combattere le tendenze autolesive di giovani e giovanissimi: l’associazione Amico Charly, nata nel 2001 dopo la tragica scomparsa del sedicenne Charly Colombo, ha supportato 2.300 ragazzi e 1.500 genitori nella delicata fase dell’adolescenza. Sono tante le storie di ragazzi tra gli 11 e i 19 anni che vivono la loro età in modo problematico e che si sono incrociate negli spazi della onlus, come ad esempio molte di immigrati di seconda generazione che non riescono a vivere serenamente. Giovani che ora possono contare su alcune attività dell’associazione come, in questo caso, i corsi di italiano per stranieri. «Questa è solo una delle ultime novità – spiega Alessandra Monaco, direttrice del centro – anche perché i ragazzi arrivano qui per motivi diversissimi, dalla difficoltà scolastiche a quelle legate all’utilizzo, anche saltuario, di sostanze stupefacenti».
Ragazzi che fino a poco tempo fa non erano mai sotto i 14 anni: «Cinque anni fa – specifica Monaco – abbiamo dovuto abbassare l’età dei giovani di cui ci prendiamo cura». Attraverso la sua équipe l’associazione è in grado di affiancare non solo l’adolescente, ma anche i genitori e i docenti: il Crisis center dispone di esperti che hanno avuto cura di centinaia di genitori, ma anche degli insegnanti per i quali è attivo, da sette anni, il Progetto ascolto docenti. Il Pad fornisce ai professori la possibilità di consultarsi online con esperti che tengono lezioni, rispondono nei forum e danno consigli su come gestire i giovani a rischio. Un servizio a cui si sono appoggiate 350 scuole e 3mila docenti. Oltre a quella con l’Ufficio scolastico regionale per il Pad, c’è quella con gli ospedali: il servizio di «Trattamento acuto di soggetti adolescenti con tentato suicidio» è stato realizzato nel 2007 con l’ospedale Fatebenefratelli e la Regione tramite una convenzione poi rinnovata quest’anno con il centro ospedaliero Sacco. Un sistema integrato all’interno dell’ospedale, comprende i reparti di pediatria, psichiatri medicina d’urgenza-pronto soccorso, per affrontare tutti gli aspetti medici del tentato suicidio. Queste collaborazioni con le istituzioni hanno implementato i servizi offerti dal centro di via Guerzoni, dove si trova la sede dell’Amico Charly dal 2008 e che fa parte del progetto Officina dei giovani: l’idea è di creare un grande centro dove gli adolescenti possano trovare un supporto in caso di bisogno. Un progetto che ha già raccolto fondi per 4 milioni di euro, e un luogo dove i ragazzi arrivano grazie al passaparola o perché direttamente indicati dai servizi sociali. Qui possono trovare incontri, laboratori creativi, una radio, attività sportive e anche corsi di recupero per le materie in cui vanno male a scuola. Senza contare che dispone di ampi spazi verdi dove ci si può semplicemente svagare. Questa nuova sede permette all’associazione di ospitare giornalmente quasi il doppio dei ragazzi, ben 140, rispetto alla vecchia. E non è l’unica in Italia: nel 2006 l’Amico Charly è riuscita a allargarsi aprendo una sua sede anche a Palermo, la Sicilia è stata scelta perché risulta la seconda regione italiana dopo la Lombardia per suicidi giovanili.