Aussenzio

Il santo di oggi visse nel V secolo. Era figlio di un persiano di nome Addas. Aussenzio era un militare, guardia equestre al servizio dell’imperatore Teodosio II. Quest’imperatore, che regnò dal 408 al 450, finì con l’aderire all’eresia monofisita. Si trattava di una corrente che faceva capo al prete Eutiche, il quale affermava che in Cristo sussisteva la sola natura divina e non anche quella umana. Aussenzio nel corso del suo servizio aveva conosciuto diversi eremiti e aveva finito col convincersi che la sua vera vocazione fosse quella. Così, lasciato l’esercito, si fece lui stesso eremita nella regione desertica dell’Oxia, non lontana da Costantinopoli. Col tempo, la fama della sua santità di vita si sparse e molte persone andarono a consultarlo o a chiedergli preghiere. Qualcuno, però, cominciò a sospettarlo seguace del monofisismo e finì che Aussenzio venne convocato nel 451 al concilio di Calcedonia, indetto appunto per giudicare la questione di Eutiche. Il concilio condannò quest’ultimo e lo depose, ma Aussenzio ne uscì assolto. Il santo andò a fondare un nuovo eremo sulle pendici del monte Skopa, non lontano da Calcedonia. Qui, sebbene cercasse la solitudine, non riuscì a tenere lontani i discepoli. Il santo eremita, pur essendo versatissimo nella letteratura teologica e profana, e quantunque in confidenza con l’imperatore e i membri della corte, fu un austerissimo asceta. Morì verso il 473, ma non sappiamo a quale età.