Austin Parker cresce e investe sull'ibrido

PisaA tutta internazionalizzazione. È il primo obiettivo di Austin Parker per crescere all'estero e, in particolare negli Stati Uniti. L'italianissimo brand, nonostante la ragione sociale anglosassone, prosegue nel processo iniziato qualche anno fa e che oggi comincia a dare i primi risultati concreti. Subito dopo il salone di Miami, infatti, sono state gettate le basi per il rafforzamento dell'area commerciale e di rappresentanza del cantiere negli Usa.
Austin Parker, che ha completato il trasferimento della produzione nel nuovo polo produttivo di Pisa, località Navicelli, è impegnato nella costruzione di alcuni esemplari venduti a fine 2013. Fra questi il 64' Fly, sul quale sono state apportate significative modifiche, sia nella parte poppiera sia degli interni. Fulvio De Simoni ha aggiornato il layout per ottenere un più razionale utilizzo degli spazi e migliorare la vita a bordo. Il nuovo 64' Fly così aggiornato - varo previsto in giugno - sarà certamente il «flying bridge» per eccellenza nella propria categoria.
In arrivo inoltre, un nuovo entusiasmante progetto con il lancio del nuovo 54' S , evoluzione del 54' Fly con importanti modifiche strutturali, ma anche un 36 piedi a propulsione ibrida. Queste imbarcazioni saranno presentate ufficialmente nei saloni d'autunno.
La base nautica che ospita il cantiere di Navicelli è strutturata per nuove costruzioni e per il refitting: grandi spazi, darsena, travell-lift on site e professionalità delle maestranze aprono le porte della struttura anche agli armatori di yacht fino a 35 metri. Sono infatti 3mila i metri quadrati coperti e 5mila quelli dei piazzali a disposizione dei clienti. La posizione è strategica, collegata direttamente al mare, ma lontana dall'aggressione salina, a pochi chilometri dall'aeroporto di Pisa e alla sua stazione ferroviaria con collegamenti veloci.
Ma torniamo al 36' a propulsione ibrida. Tutto si sviluppa attraverso l'evoluzione del classico 36 piedi, l'ultimo presentato sul mercato nel 2013. La navigazione può essere gestita in tre modalità: con i motori diesel, con i motori elettrici (consumi paria a zero), oppure con la combinazione diesel- elettrico per ottenere le prestazioni massime, stimate in 26-27 nodi. La lunga navigazione può essere effettuata alternativamente con i motori elettrici e quelli diesel, mentre l'accensione dei motori diesel consente di ricaricare le batterie che alimentano la propulsione elettrica. Pertanto, alternando una navigazione tra elettrico e diesel i consumi si abbattono drasticamente con valori prossimi al 50%.
I vantaggi di questa motorizzazione sono molteplici, sia per risparmio di carburante e riduzione delle emissioni inquinanti, sia per la fruibilità: infatti si può navigare senza restrizioni su laghi e fiumi in particolare del nord Europa (dove le norme sono severissime), nei parchi marini e nelle aree protette, nel pieno rispetto dell'ambiente.
Oltre all'innovativa propulsione, il 36' ibrido firmato Austin Parker viene rivisitato in alcuni importanti dettagli: l'hard top è in carbonio e sul tettuccio (scorrevole per consentirne l'apertura) sono posizionati pannelli fotovoltaici per la ricarica del sistema di batterie al litio. Il teak di tutti i piani di calpestio è in materiale sintetico, molto più leggero, pregiato e resistente. Lo scafo è verniciato in grigio chiaro con i capibanda trattati con vernice poliuretanica per un lunga durata senza manutenzione. Non solo innovazione, quindi, ma anche stile, eleganza e cura dei dettagli. Materiali sofisticati e artigianalità sono le caratteristiche che rendono l'imbarcazione degna erede di chi ha fatto la storia delle lobster in Italia.