Australia, bimba uccisa da una medusa gigante

La piccola aveva sette anni. L’animale, con tentacoli lunghi tre metri, l’ha punta sull’addome a pochi metri dalla riva

da Sydney

Non sono gli squali l’unica insidia mortale per i bagnanti in Australia: a far loro concorrenza vi sono delle specie di meduse incolori, quasi invisibili, dai lunghi e velenosissimi tentacoli. Dopo la morte di una ragazza di 21 anni dilaniata da tre squali sabato pomeriggio, a 20 metri da una popolare spiaggia di Stradbroke Island in Queensland, ieri è stata la volta di una bambina di 7 anni, punta da una medusa vicino a una spiaggia della penisola di Capo York, nel Nord tropicale dello stesso Stato. La bambina è stata vista dai suoi genitori uscire precipitosamente dall’acqua e poi svenire, sulla spiaggia di Umagico, nella penisola di Capo York.
Il personale dell’ambulanza subito accorsa ha cercato invano di rianimarla: la bambina è arrivata morta all’ospedale locale di Bamaga.
Le meduse della specie Chironex fleckeri i cui tentacoli, circa 60 di numero, arrivano fino a tre metri di lunghezza e sono costellati da 5mila cellule urticanti, sono considerate l’animale marino più velenoso al mondo, capace di causare la morte in pochi minuti. Abbondano nelle acque del Nord dell’Australia nella stagione estiva, ma attaccano solo se si sentono minacciate e gli episodi fatali sono relativamente rari. L’esperta di meduse Lisa-Ann Gershwin ha spiegato in un’intervista radio che la piccola, punta alle gambe e al torace, ha avuto una morte dolorosissima ma rapida. «Il dolore è orrendo, è come cadere nell’olio bollente», ha detto. «Probabilmente è morta in circa tre minuti e avrà perso conoscenza molto rapidamente, il che almeno ha ridotto la sua sofferenza». Incorrere nei tentacoli di una Chironex - ha spiegato ancora - è un po’ come per un insetto essere presi in una ragnatela - più si lotta e più vi si rimane impigliati». Gershwin ha avvertito che la rarità di attacchi mortali non deve indurre ad un falso senso di sicurezza. «La morte di questa bambina è una terribile tragedia, ma spero che la gente si renda conto del pericolo e anche di come sia facile evitarlo, bagnandosi solo dentro le aree recintate da reti anti medusa o indossando tute protettive di lycra, poiché i tentacoli non colpiscono attraverso gli indumenti. Nuotare senza protezione è come giocare alla roulette russa», ha dichiarato.
I biologi marini prevedono una pericolosa stagione a causa delle meduse in Queensland, dopo una serie di attacchi la scorsa estate della specie più piccola, ma anche letale, detta Irukandji, la cui puntura può causare crampi lancinanti ai muscoli, nausea, vomito, mal di testa e palpitazioni cardiache fino all'infarto. Oltre venti persone sono state punte dallo scorso ottobre e due turisti ne sono morti nel 2002.