Austria, il Dna conferma tutto Fritzl ha avuto 6 bimbi da sua figlia

Lo polizia austriaca rivela che il 73enne ingegnere
di Amstellen, arrestato con l'accusa di aver abusato sulla figlia tenendola segregata per 24 anni, è veramente il padre dei sei bambini avuti dalla donna. <strong><a href="/media.pic1?ID=499">Guarda le immagini</a></strong>

Vienna - I risultati dell’esame del Dna hanno confermato che Josef Fritzl è il padre dei sei bambini avuti dalla figlia Elisabeth. Lo afferma la polizia austriaca, che ha arrestato il 73enne ingegnere di Amstellen per abusi sulla figlia e per averla tenuta segregata per 24 anni, insieme a tre dei bambini avuti da lei.

L'uomo ha ammesso di avere rinchiuso la figlia in un sotterraneo, di averne abusato e di aver avuto da lei sette figli, è comparso oggi davanti a un giudice. Intanto gli inquirenti stanno passando al setaccio la cella di 60 metri quadri che si trova nel sotterraneo dell’abitazione in cui l’uomo - Fritzl - viveva con la moglie, secondo quanto ha riferito Franz Prucher, capo della sicurezza nella Bassa Austria.

"Lì sotto al momento c’è solo tanta confusione. Dobbiamo analizzare ogni dettaglio molto attentamente", ha spiegato Prucher. Fritzl oggi si è presentato davanti al giudice di St Poelten, il capoluogo provinciale della Bassa Austria, che ha stabilito che la polizia possa tenerlo in carcere durante l’inchiesta. Alcuni funzionari hanno riferito che Fritzl non ha rilasciato dichiarazioni su consiglio del suo avvocato. Quando è arrivato, ha detto il capo del carcere di St Poelten Guenther Moerwald, era calmo ed è stato messo in una cella dove può essere tenuto sotto sorveglianza per prevenire eventuali tentativi di suicidio.

Elisabeth Fritzl, 42 anni, ha raccontato di essere stata rinchiusa nel sotterraneo di casa nel 1984, di essere stata drogata e immobilizzata. Tre dei suoi figli, di 19, 18 e cinque anni, sono stati rinchiusi nel sotterraneo con la donna fin dalla loro nascita e non hanno mai visto la luce del sole. I due più piccoli sono maschi mentre la più grande è una ragazza.

Altri tre bambini - due ragazze e un ragazzo - sono stati adottati e cresciuti da Fritzl e da sua moglie Rosemarie. La polizia ha detto che Fritzl ha ammesso di aver bruciato il corpicino del settimo bimbo in un sistema usato per riscaldare la casa, quando il bimbo è morto, poco dopo la nascita. 

"Ci sono milioni di domande senza risposta", ha detto Franz Polzer, investigatore capo dell’unità della Bassa Austria. "Come ha potuto gestire la sua vita mentre faceva ciò che ha fatto? Come ha potuto prendere in giro tutti?", ha continuato Polzer, aggiungendo di non ritenere responsabili le autorità per non aver scoperto prima il caso, poiché non sembrerebbero aver "commesso alcun errore".

Il fatto è venuto alla luce quando la figlia di 19 anni si è ammalata ed è stata portata in ospedale, dove i dottori hanno chiesto la presenza della madre perché desse loro informazioni sulla storia medica della ragazza. Secondo il medico che si è occupato della giovane, Albert Reiter, le condizioni della paziente sono ancora critiche e il coma artificiale a cui è stata sottoposta verrà mantenuto per diversi giorni.

"La paziente è in pericolo di vita a causa di una mancanza di ossigeno avvenuta tra mercoledì e venerdì", ha detto Reiter. "A venti anni di vita sotto terra, venti anni senza la luce del sole, venti anni di stress psicologico, si sono aggiunti altri fattori come l’infezione", ha detto all’emittente tedesca N24. Dopo il ricovero, Fritzl ha portato Elizabeth e gli altri due figli fuori dalla loro prigione, dicendo a sua moglie che la figlia "perduta" aveva deciso di ritornare a casa. Fritzl ha tenuto i suoi 4 figli in una cella che in alcuni punti non superava 1,7 m di altezza, secondo le autorità, mentre le immagini del sotterraneo mostrano uno stretto corridoio che porta a un piccolo angolo cottura con dei disegni appesi sui muri, a una camera da letto e a un bagno con una doccia.

L’ingresso era nascosto da uno scaffale e solo Fritzl conosceva il codice di accesso. Le autorità indagano su come sia possibile che nel piccolo paese nessuno si sia mai accorto di nulla, mentre l’Austria, dopo il caso di Natasha Kampusch, l’adolescente scappata due anni fa al suo carnefice dopo otto anni di prigionia e abusi, è un’altra volta sotto shock.