Austria, sconfitta a sorpresa per i popolari

Forte ripresa della destra nazionalista: Fpö all’11,2% mentre il nuovo partito di Haider raccoglie il 4,2%

Roberto Fabbri

Brutta sorpresa per il centrodestra in Austria: i sondaggi sono stati smentiti e alle elezioni di ieri hanno vinto i socialdemocratici, fino a ieri relegati all’opposizione. Il cancelliere uscente, il popolare Wolfgang Schüssel, ha ammesso la sconfitta ma ha detto di escludere le proprie dimissioni «né oggi né domani». I numeri del voto di ieri rendono infatti pressoché obbligata la scelta di un’alleanza di «grande coalizione» con i vincitori di ieri. Il giovane segretario socialdemocratico Alfred Gusenbauer (46 anni) valutava anche un patto di governo con i verdi, ma i numeri non lo hanno consentito. E appare del tutto improponibile un’alleanza (che pure in teoria avrebbe una maggioranza nel nuovo Parlamento di Vienna) tra i popolari e i due partiti di destra in perenne lite tra loro.
Vediamo allora i numeri. I socialdemocratici mantengono il loro “zoccolo duro” con il 35,7%, circa un punto in meno di quattro anni fa: hanno avuto il merito di saper mobilitare il proprio elettorato a dispetto dei sondaggi. I popolari invece precipitano malamente: nel 2002 conquistarono un solido 42,3%, ora si leccano le ferite con un deludente 34,2% ed è probabile che molti dei loro elettori abbiano commesso la sciocchezza di non andare a votare perché sicuri della vittoria (l’affluenza ai seggi ieri è stata del 74% contro l’84% del 2002). Il terzo posto se lo aggiudica, con l’11,2% dei voti, il partito liberale (FpÖ), già creatura politica di Jörg Haider e ora finito nelle mani di un populista di destra più radicale di lui, quell’Heinz Christian Strache che chiede con insistenza e a gran voce l’espulsione in massa dall’Austria degli stranieri: l’FpÖ si colloca dunque all’estrema destra dello spettro politico austriaco. Pochi voti meno di loro (il 10,5%) hanno ottenuto i Verdi, che in Austria sono su posizioni piuttosto moderate e piacciono a molti giovani. Infine c’è l’Alleanza per il futuro dell’Austria (BzÖ), il partito scissionista fondato da Haider dopo la lite con i nuovi capi dell’FpÖ: con il 4,2% dei voti, conquistati soprattutto nel tenace feudo haideriano della Carinzia, è riuscita a mantenersi al di sopra della soglia di esclusione, che in Austria è fissata al 4 per cento. Soglia che è risultata invece fatale a un altro partitino populista, quella dell’ex eurodeputato Hans Peter Martin.
I 183 seggi del nuovo Parlamento sono dunque così ripartiti: 68 ai socialdemocratici, 66 ai popolari, 21 ai liberali, 20 ai verdi e 8 a Haider. Salvo improbabili sorprese, l’Austria seguirà presto la Germania sulla strada della Grosse Koalition.