Austria: senza denti e anemici i tre figli-nipoti del mostro

Non sono mai
stati visitati da un medico, né da un dentista, tanto che la più grande, Kerstin ha perso tutti i
denti. Tutti hanno problemi al sistema immunitario, soffrono di
anemia e di mancanza di vitamina D, quella che regola il metabolismo del calcio. E camminano ricurvi

Vienna - I figli del padre-mostro hanno sui corpi le cicatrici di 24 anni di prigionia. Il "Times" ha rivelato i primi particolari sulle condizioni di salute dei tre ragazzini frutto degli abusi dell’ingegnere austriaco Josef Fritzl sulla figlia Elisabeth. I tre figli-nipoti di Fritzl - di 19, 18 e 5 anni - sono nati nella cella di 50-60 metri quadri, ricavata dall’uomo sotto casa, e da allora non sono mai stati visitati da un medico, nè da un dentista, tanto che la più grande, Kerstin ha perso tutti i denti.

Tutti e tre, inoltre, hanno sviluppato problemi al sistema immunitario, soffrono di anemia e di mancanza di vitamina D, quella che regola il metabolismo del calcio. I ragazzini non hanno mai visto la luce - questo ha provocato loro qualche problema alla vista - e, costretti a camminare piegati, a causa dei soffitti alti circa 1,70 metri, hanno sviluppato una postura ricurva. Kerstin è stata curata con aspirine e patiglie per il raffreddore, prima che svenisse ed Elisabeth costringesse il padre a portarla in ospedale, dove ora si trova in coma artificiale.

Oltre alla salute fisica, un altro nodo che i medici austriaci dovranno affrontare è quello dei problemi psichici ed evolutivi. Negli anni di prigionia, la madre ha insegnato ai figli a scrivere qualche parola, ma nel bunker non c’erano libri, solo una tv, una radio e un video-registratore. La percezione della realtà che hanno i fratelli maggiori è quella mediata dalla tv, mentre il piccolo ha grossi ritardi cognitivi. "Una vasta squadra di psicologi infantile e dell’età adulta, terapisti, neurologi, logopedisti e fisioterapisti si sta occupando di loro", ha spiegato Berthold Kepplinger, direttore della clinica di Amstellen dove sono ricoverati, precisando che "ogni paziente ha traumi diversi ed è quindi sottoposto a terapia individuale".

"A livello psicologico", ha spiegato Rotraud Perner, psicoterapeuta viennese, "molto dipende da quello che negli anni la madre ha detto loro, se ha spiegato la ragione per cui sono stati imprigionati o se hanno dovuto accettare la condizione come se fosse normale".

Nuove accuse contro Fritzl Nuove accuse contro il "mostro di Amstetten": la polizia austriaca sta indagando su un possibile coinvolgimento di Fritzl nel caso insoluto di omicidio di una giovane donna, avvenuto nel 1986. Gli investigatori stanno cercando di capire se Fritzl abbia in qualche modo a che fare con la morte di Martina Posch, 17 anni, il cui corpo venne rinvenuto sulle rive del lago Mondsee 10 giorni dopo la sua scomparsa. In quella zona, riferisce la polizia, aveva una pensione la moglie di Fritzl, Rosemarie.

Sconvolto dal caso Kampusch Fritzl sconvolto dal caso di Natascha Kampusch. Stando al racconto di un vicino di casa, il padre-mostro, che ha tenuto la figlia Elisabeth e tre dei sei figli avuti da lei segregati in un bunker per 24 anni, si mostrò "abbastanza scioccato" leggendo sui giornali la storia della ragazza austriaca. Kampusch fu rapita nel marzo del 1998 e tenuta prigioniera in una stanzetta per otto anni dal proprio sequestratore, prima di riuscire a fuggire il 23 agosto del 2006.