Autario

I francesi lo chiamano anche Oye, oltre che Autaire. Visse a cavallo tra il VI e il VII secolo ed era un nobile di origine franca. Aveva molti possedimenti in Lorena e nel territorio di Meaux. Potendo scegliere, viveva con la sua famiglia ora in una, ora in un’altra delle sue magioni, a seconda della stagione. Lui e sua moglie Aiga avevano tre figli maschi: Adone, Dadone e Radone (Dadone nei documenti è chiamato anche Audoeno). Nell’anno 610 la famiglia del nobile Autario si trovava a Ussy, sulla Marna. Qui giunse l’irlandese s. Colombano, che era stato costretto con i suoi monaci ad abbandonare il monastero di Luxeuil. Colombano, rievangelizzatore dell’Europa nei secoli più bui, avrebbe fondato di lì a poco i grandi monasteri di San Gallo in Svizzera e Bobbio in Italia. Autario, fervente cristiano, diede ospitalità al santo e ai suoi uomini. In cambio, la moglie Aiga chiese a s. Colombano di benedire i suoi figli. I tre ragazzi vennero dunque presentati al santo che volentieri li benedisse e profetizzò loro che avrebbe onorato la Chiesa in modo insigne. Infatti, Adone fondò in seguito il monastero di Jouarre, nella diocesi di Meaux, e Dadone divenne vescovo di Rouen. Autario morì verso il 620 e sia lui che la moglie e i figli sono venerati come santi. Un culto particolare era riservato ad Aiga, Adone e Radone nel monastero di Saint-Ouen a Rouen. Autario è ricordato anche come patrono della cittadina di La Ferté-sous-Jouarre. Vorrei adesso segnalarvi gli atti di un importante convegno: Finis Vitae. La morte cerebrale è ancora vita? (Rubbettino) a cura di Roberto de Mattei.