Auteuil fa diventare artificiale la bellezza di vivere in campagna

Metropoli e campagna, infanzia e maturità, manovale e intellettuale… Ecco le coppie del Mio amico giardiniere (in originale Dialogue avec mon jardinier) di Jean Becker. Dopo I ragazzi del Marais, il regista torna a rappresentare la comunità, opposta alla società. Lo spunto è il ritrovarsi di due compagni di banco, un ex ferroviere (Jean-Pierre Darroussin) che fa il giardiniere e un pittore astrattista (Daniel Auteuil) tornato a vivere nella casa dell'infanzia. Serenità del primo e ansia del secondo sono un modo per ribadire che La terra non mente, come si diceva una volta. L'origine letteraria (il film s'ispira al romanzo di Henri Cueco) affiora anche nella versione italiana dei dialoghi di Jean Cosmos. Morale: l'elogio del naturale assume un piglio artificiale.
IL MIO AMICO GIARDINIERE di Jean Becker (Francia, 2006), con Jean-Pierre Darroussin, Daniel Auteuil. 112 minuti