Authority Spezia: la terna affonda nelle polemiche

Più che mai in alto mare la nomina del successore di Cirillo Orlandi al vertice dell’Autorità portuale spezzina, dopo le polemiche che hanno spaccato enti locali, Regione e governo per un incarico che dev’essere indicato, sotto forma di terna di nomi, da Comune, Provincia e Camera di commercio, ma ratificato dal ministro Altero Matteoli «sentita» l’amministrazione regionale. Procedura a dir poco complessa, che nel caso specifico contribuisce a ingarbugliare più del solito la matassa. In linea teorica, i candidati in corsa non hanno le stesse chance: l’ex sottosegretario Lorenzo Forcieri, Pd, sostenuto dai Comuni della Spezia, Lerici e Porto Venere, è favorito su Giuseppe Ricciardi, Pd di estrazione Margherita, sponsorizzato dalla Provincia, e Andrea Corradino, presidente della Cassa di risparmio vicino al senatore di Forza Italia Luigi Grillo (Corradino ha prevalso in Camera di commercio, grazie anche all’astensione di Aldo Sammartano, preferito dal presidente degli industriali Enso Papi). Ma dietro le quinte esplode la polemica. Comuni e Provincia tuonano contro Corradino, accusando l’ente camerale di aver «fatto prevalere una logica di rottura». Nel dibattito, si fa per dire, si inserisce Italia dei valori che, con il coordinatore Maurizio Lipilini, boccia la terna nel suo complesso, in quanto «costituisce una sconfitta per la città, la democrazia rappresentativa e i cittadini, defraudati del potere». Contro la candidatura di Forcieri, «frutto di logiche politiche e contraria all’interesse della città», si schierano Forza Italia e Lega, che chiedono al sindaco della Spezia Massimo Federici di riferire con urgenza in consiglio comunale. Ma Federici replica a muso duro: «Le polemiche sono incomprensibili, non risponderò a ulteriori provocazioni. La candidatura di Forcieri è la migliore». Punto. In questo scenario, considerato che la compagnia dei portuali e lo stesso presidente della Regione Claudio Burlando non stravedono per Corradino, si annuncia molto problematica l’«intesa» con Matteoli. Il quale, si sussurra, potrebbe opporsi al plebiscito del centrosinistra per Forcieri. L’impasse, sempre secondo radio-fante, potrebbe far tornare in corsa Sammartano, più gradito o, almeno, «non sgradito» presso Comuni e Provincia. Sempre, naturalmente, che non si vada a una seconda terna.