Gli autisti silurano il Nautico ma affondano tutta la città

Gli autisti di Amt in divisa blu da una parte. Quelli dei tassisti in camicia bianca dall'altra. Sugli spalti le mostrine del sindacato Coisp della polizia, le bandiere verdi di Greenpeace pro santuario cetacei, i papillon neri dei lavoratori del Carlo Felice, i megafoni dei grillini contro tutto e tutti. Il ministro Matteoli in tribuna vip. Palla al centro. L'ingresso della Fiera ieri mattina si è trasformato in un campo da calcetto, che ha paralizzato Genova.
Più proteste che visitatori per il 50° compleanno del Salone Nautico che ieri ha aperto i battenti con la speranza di diventare il trampolino di lancio della ripresa economica.
La città è rimasta ostaggio della nuova alleanza delle tifoserie del trasporto pubblico che, nonostante la precettazione del prefetto Musolino, durante lo sciopero selvaggio hanno pure dato quattro calci al pallone. A sorpresa, intorno alle 10, una dozzina di taxi posteggiati nell'area antistante la biglietteria, hanno fatto inversione di marcia. E poi si sono messi di traverso bloccando la rotatoria dello snodo fra via Marconi, viale Brigate Partigiane e l'uscita della Sopraelevata. I tassisti sono scesi dalle auto e, in mezzo agli applausi di incoraggiamento dei colleghi Amt, hanno partecipato pure loro al «partitone».
Caos totale. Al punto che Assoutenti ha inoltrato una richiesta di intervento «severo e urgente» alla commissione nazionale di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici e ha dato mandato ai propri legali di avviare una procedura di richiesta danni nei confronti dei promotori dello sciopero selvaggio di stamani a Genova. Lingue d'asfalto deserte intorno al nautico preso in ostaggio dagli autisti dei bus. I vigili urbani, i flessibili, hanno dirottato il traffico in corso Aurelio Saffi e sbarrato la strada che da corso Italia porta alla rotonda. Tutte le arterie intorno al cervello economico-espositivo della città si sono tappate. Il fumo dei tubi di scappamento ha provocato un ictus che ha paralizzato visitatori e genovesi per ore. Qualcuno ha gridato e ha provato a ribellarsi per il «sequestro di persona» ma non c'è stato niente da fare. Almeno fino alle 13,30 quando una delegazione di sindacalisti Amt ha lasciato il tavolo dell'incontro con il ministro Matteoli che aveva, poco prima, acconsentito ad ascoltare le richieste dei lavoratori. Di Amt e del trasporto pubblico se ne parlerà con il premier lunedì a Roma. Martedì, quindi, nuovo incontro dal prefetto Musolino alla presenza di Marta Vincenzi, Alessandro Repetto e Claudio Burlando. In ballo ci sono dai 400 ai 500 posti di lavoro. Esuberi. Ma anche il taglio del 15 per cento delle corse e l'aumento del 20 per cento del biglietto. Ieri c'era chi parlava di un euro e mezzo, chi, addirittura, sparava un euro e settanta centesimi. Certo è che, con la manovra Tremonti, il «buco» di Amt passerà da 10 a 35 milioni di euro nel 2011 e nel 2012.
«Sono partito alle nove da casa mia in via Orsini - spiega un automobilista - e sono rimasto prigioniero dello sciopero fino a mezzogiorno. Con mia moglie volevamo soltanto andare a Genova Ovest per prendere l'autostrada e fare una gita. Siamo stati liberati perché qualcuno dei lavoratori, con buon senso e con il cuore, ha capito che non c'entravamo con la protesta, ha aperto un varco nel blocco».
«Con il Nautico - spiega un tassista - abbiamo lavoro. Purtroppo ci sono alcuni che fanno i furbi. Come quelli delle case automobilistiche che, invece di fare promozione dei loro modelli, operano in modo uguale a un servizio navetta. C'è poi lo scandalo del servizio messo a disposizione della Camera di Commercio, che, nonostante i nostri versamenti di circa 90mila euro all'anno, ci fa concorrenza durante i dieci giorni del Salone».