Auto, allarme rosso Vendite in picchiata Mai così da 15 anni

Bagno di sangue, è proprio il caso di dirlo, per le vendite di automobili in Italia. E non è solo per l’assenza di un piano di sostegno alle rottamazioni, e quindi in direzione di un parco circolante più efficiente e sicuro. A concorrere al nuovo calo delle immatricolazioni (-5,7% il mese scorso, rispetto a un settembre 2010 pure negativo: 146.338 unità vendute contro le oltre 155mila di un anno fa), insieme alle preoccupazioni per la crisi economica, i prezzi dei carburanti sempre elevati, l’Iva al 21% e l’aumento dell’Imposta provinciale di trascrizione (Ipt). Insomma, il nodo della fiscalità legata al settore tutt’altro che sciolto. Le prospettive, a questo punto, sono preoccupanti: si parla di un finale d’anno a 1,7 milioni di unità per Federauto; 1,75 secondo Unrae; 1,788 la stima dell’Anfia; mentre il Centro Studi Promotor GL events vede nella sfera 1,8 milioni di veicoli consegnati. Tutte queste previsioni denotano come nel comparto, allo stato attuale, le visioni non siano affatto chiare. Fatto salvo il denominatore comune negativo sul 2010 (1,96 milioni di unità), a regnare è la confusione derivata dai forti timori per l’impatto che la situazione avrà sui conti delle aziende, in particolare per quelli dei concessionari. «Molti associalti - commenta Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, che riunisce le imprese dei concessionari - rischiano di collassare. È necessario da parte del governo un gesto di attenzione per un settore determinante e irrinunciabile per l’economia nazionale». «E se questo intervento strutturale non si concretizzerà presto - avverte Gianni Filipponi, direttore generale dell’Unrae (importatori) - tutti i principali indicatori economici e di settore prevedono un andamento in ulteriore ribasso. Mai così male da 15 anni anche per gli ordini». Si parla, in proposito, di possibili sostegni alle motorizzazioni elettriche, mercato ancora al palo (29 le auto a corrente vendute in settembre e poco più di 200 quelle nei primi nove mesi dell’anno), mentre sarebbe forse più opportuno tornare a spingere sulle alimentazioni a gas (Gpl e metano) le cui potenzialità sono notevoli in fatto di efficienza, rispetto dell’ambiente e anche di portafoglio per i possessori di queste vetture.
Nel 2009, infatti, grazie al piano di interventi finanziari e fiscali avviato nel 2007, si era registrato un record delle immatricolazioni di veicoli a gas con circa 470mila unità vendute (più del 21% del totale immatricolato), e 185mila conversioni di vetture già circolanti. Guardando ai marchi, in settembre il gruppo Fiat è salito di quota mercato al 29,23% dal 28,77% di un anno fa, seppur perdendo il 3,04% di immatricolazioni. Exploit di Jeep: +84,7 per cento. Tra i costruttori esteri, Ford si conferma il primo importatore. Al secondo posto c’è Volkswagene e terza è Opel.