Auto aziendali, il «Sole» sciopera contro la stangata

Il quotidiano della Confindustria oggi non sarà in edicola. I giornalisti: «Vogliono accollare a noi le conseguenze delle nuove norme sull’Iva»

da Milano

Se il primo effetto della manifestazione organizzata sabato scorso dall’opposizione contro la Finanziaria è la promessa del governo a restituire nel 2008 ai contribuenti parte delle entrate fiscali record, il primo effetto della stangata sulle auto aziendali, novità fiscale della quale ieri ha parlato ampiamente il Giornale, è lo sciopero dei giornalisti del Sole-24 Ore, che oggi non sarà in edicola. Ieri sera, infatti, il comitato di redazione del quotidiano della Confindustria ha diffuso una nota in cui si annuncia la protesta e si spiega che «l’azienda Sole 24 Ore confermando anche in questa circostanza l’atteggiamento di chiusura degli editori già registrata sul rinnovo del contratto, ha unilateralmente deciso di far gravare solo sui giornalisti i maggiori oneri derivanti dalla nuova disciplina sui fringe benefit». «Si tratta - conclude il comitato di redazione - di un’interpretazione, peraltro, che contraddice quanto scritto dagli stessi esperti del Sole-24 Ore». Al quotidiano della Confindustria, dove i giornalisti ricordano che il noleggio a lungo termine dell’auto aziendale a condizioni di vantaggio era stato l’unico risultato della trattativa sull’ultimo contratto aziendale, la decisione era in qualche modo attesa ma solo ieri l’azienda ha comunicato di avere «ricalcolato» il contributo dei giornalisti al canone di noleggio. Sempre ieri il quotidiano della Confindustria è stato protagonista dell’attualità politica anche per uno scambio di querele annunciate. Il direttore Ferruccio de Bortoli e il giornalista Claudio Gatti hanno dato mandato al loro legale di presentare querela per diffamazione aggravata contro il senatore Sergio De Gregorio per «le infamanti e infondate accuse mosse nei confronti di entrambi dopo la pubblicazione di un articolo» che riguarda la sua attività pubblica. Da parte sua De Gregorio ha annunciato di essere pronto al confronto giudiziario. «Non mi farò assolutamente scudo dell’immunità parlamentare», ha detto il presidente della commissione Difesa del Senato.