Le auto Disney sono da Oscar (ma i bambini?)

Viviana Persiani

Si rischia di diventare ripetitivi, ma a liquidare Cars, il nuovo gioiellino di casa Disney, come un semplice film d’animazione, si finirebbe, come dicono le nostre nonne, per fare peccato. La creatura fortemente voluta e diretta da John Lasseter, progetto nato durante un viaggio sulla Route 66 con la famiglia, è qualcosa di sorprendente. Minima cura nei dettagli grafici, sceneggiatura infarcita di spunti divertenti e riflessioni che arricchisce una trama moralistica sull’importanza di godersi il viaggio piuttosto che il traguardo cui si aspira, protagonisti azzeccati: il cocktail per un film da Oscar della categoria è servito. Il problema, semmai, è un altro: prodotti di questo tipo, stilisticamente perfetti, si rivolgono a un pubblico sempre più adulto, spiazzando i genitori, che si trovano costretti a dare più di una spiegazione ai bambini più piccoli. Non è un dramma: basta prepararsi per tempo. Protagonisti della storia sono esclusivamente modelli di macchine, dotati di bocca, sentimenti, ragione. Uno di questi, Saetta McQueen, una macchina da corsa alle prime armi ma ambiziosa, che commette errori di gioventù, sta viaggiando verso la California per disputare lo spareggio che assegna la Piston Cup. Durante il trasferimento, si ritrova, dopo un incidente, deviata sulla Route 66 per piombare (è il caso di dirlo, visti i danni che combina) sulla sonnolenta cittadina di Radiator Springs. Qui, vivacchiano personaggi decisamente particolari, ma leali, che insegneranno al presuntuoso Saetta i veri valori. Non mancheranno gli innamoramenti (con Sally, una Porsche del 2002 che ha abbandonato la carriera di avvocato in cerca di qualcosa di alternativo), gli scontri generazionali (con il dottor Hudson, una Hudson Hornet del 1951 con un passato tenuto ben nascosto), le amicizie sincere (con Carl Attrezzi, un carro attrezzi arrugginito ma che non tradisce nei momenti che contano). Spazio anche al made in Italy con la mitica 500 (che è poi il personaggio più divertente del film) e un plauso anche ai doppiatori di casa nostra tra i quali vi divertirete a riconoscere personaggi famosi del mondo dello spettacolo e delle corse. Molto meno divertente è Garfield 2, secondo episodio del perfido gatto meticcio, qui in trasferta in Inghilterra dove viene scambiato per l’ereditiero di una ricca fortuna. Le battute simpatiche si contano sulle dita ma almeno Fiorello rende, come doppiatore, al Garfield cartaceo, giusto onore.
I film più visti a Roma dal 14 al 20 agosto 2006. 1) Garfield 2; 2) Domino; 3) Superman Returns; 4) Slevin - Patto criminale; 5) The Man - La Talpa; 6) Cars - Motori ruggenti; 7) 4-4-2 - il gioco più bello del mondo; 8) The Fast and the Furious: Tokyo Drift; 9) False verità; 10) Volvèr.