Le auto diventano dormitorio di zingari

I vigili ammettono i rallentamenti burocratici per rimuovere i rottami

Rischiano di diventare parte integrante del paesaggio urbano le carcasse di auto che fanno capolino fra le zone abitate e nelle aree di parcheggio di tutta Voltri: è sempre più frequente infatti la presenza delle cosiddette auto-alloggio, vetture sottratte ai legittimi proprietari, abbandonate e quindi riciclate come dormitori e magazzini di fortuna da zingari di varia provenienza. All’interno si possono trovare coperte, vestiti, sacchi di provviste ricavate dalla spazzatura. Sui sedili finisce tutto ciò che viene raccattato da queste laboriose «cicale» senza fissa dimora che lasciano intorno rifiuti in quantità e spesso usano la zona come latrina. Il malcontento delle persone è ormai tangibile: molti confessano il loro timore nei confronti degli inusuali «coinquilini», la preoccupazione di fare, specie chi si reca al lavoro nelle prime ore del mattino, incontri poco piacevoli con gli occupanti dei relitti sommata al crescente degrado che il soggiorno degli stessi provoca giorno dopo giorno.
Oltre ad offrire uno spettacolo indecente e a rendere malsano l’ambiente circostante, le auto(im)mobili privano i residenti di posti macchina effettivi e mettono a repentaglio l'incolumità degli altri mezzi, regolarmente parcheggiati nelle vicinanze. Più d’una volta infatti è accaduto che questi veicoli per vari motivi, venissero dati alle fiamme.
Malgrado l’evidenza del problema e nonostante le crescenti proteste e le segnalazioni alle autorità competenti, le auto-alloggio restano al loro posto anche per mesi o anni. Una spiegazione alla mancata rimozione delle carcasse la offre il responsabile del VII distretto ponente della polizia municipale, il commissario Bellinazzi. «Nel momento in cui riceviamo una chiamata in tal senso - spiega il Commissario - la prima cosa da fare è accertarsi che il mezzo segnalatoci costituisca realmente un relitto. Devono mancare la targa o elementi necessari per il transito: gomme, volante, motore. A quel punto inviamo una richiesta d’intervento all’Ufficio Vivibilità di Tursi che organizza, tramite una ditta specializzata, la rimozione del veicolo». Una procedura lunga e complessa. «Quello delle carcasse è un problema crescente, non tanto perché l'ufficio lavori male quanto per i cavilli della legge che dilatano i nostri tempi d' intervento e perché mancano gli spazi per custodire i mezzi rimossi».
L’ennesimo caso di burocrazia che ostacola l’efficienza e che impedisce ai cittadini di avere risposte concrete e immediate.