Auto e concorrenza, si scalda il dibattito sulla nuova «Ber»

Incontro ad Automechanika, a Roma, con Paolo Cesarini, della direzione generale Antitrust della Commissione Ue. L'intenzione è di aprire di più il mercato dell'after market. Il 40% del costo, calcolato sul ciclo di vita di un veicolo, è dato infatti dalle spese di manutenzione

L'orientamento della Commissione europea circa il rinnovo della normativa cosiddetta «Ber» (Block exemption regulation) - che liberalizza il settore della vendita e post vendita dell'auto ed è prossima a scadenza (31 maggio) - è di focalizzarsi sul post vendita attraverso una «mini Ber» che scorpora appunto la parte delle vendite.
L'impianto di base della nuova normativa «consiste nello spostare l'accento sul post-vendita, lasciando un maggior margine di libertà ai contratti che riguardano, invece, la distribuzione dei veicoli nuovi». È quanto ha spiegato il direttore Unità autovetture e mezzi di trasporto direzione generale della concorrenza della Commissione europea, Paolo Cesarini, sottolineando in occasione di un convegno all'interno della fiera Automechanica-MoTechEco, che si è svolto alla Nuova Fiera di Roma, che «l'intenzione della Commissione è di aprire un po' di più il mercato dell'after market» considerato che «il 40% del costo, calcolato sul ciclo di vita totale di un veicolo è dato dalle spese di manutenzione».
Infatti, ha spiegato Cesarini, si è ritenuto che sulle vendite ci fosse già sufficiente concorrenza. «L'importante - ha aggiunto - è proteggere il consumatore in un mercato in cui la concorrenza è più limitata in quanto ci sono solo due alternative: la rete ufficiale o il riparatore indipendente». Al momento la Commissione europea è in una fase di consultazione pubblica delle osservazioni pervenute dagli interessati e prima di arrivare all'adozione del regolamento delle linee direttrici ci saranno altre fasi importanti tra cui una seconda consultazione degli Stati membri e probabilmente un intervento del Parlamento europeo che ha espresso più volte la volontà di pronunciarsi sull'argomento.
Per quanto riguarda l'impostazione generale della bozza, i membri della filiera automobilistica, a parte le distanze dei concessionari, considerano questa soluzione «un compromesso valido», ha detto Cesarini, precisando che, però, tra i commenti, «ci sono una serie di punti ricorrenti che riguardano la chiarezza nel linguaggio utilizzato nelle linee direttrici. Per questo - ha concluso - ci sforzeremo di chiarire meglio alcuni punti».