Auto con il freno tirato Marchionne: «Spostare le regole sulla CO2»

A tirare il freno, ora, sono anche i Paesi da poco entrati nella famiglia europea, gli stessi che fino a qualche mese si distinguevano per le vendite positive. E così, il sesto mese nero consecutivo per l’auto (-14,5% nell’Ue), vede Paesi come Lettonia (-55,1%), Estonia (-33%) e Romania (-16%), perdere terreno. Anche ottobre, comunque, è caratterizzato dal segno meno. Austria a parte (+4%), nessuno si salva: crisi profonda in Spagna (-40%), ma anche in Gran Bretagna (-23%) e Italia (-18,9%). Giù pure Francia (-7,4%) e Germania (-8,22%). «In mancanza di credito al consumo - osserva Gian Primo Quagliano (Promotor) - la maggioranza delle famiglie non dispone di mezzi sufficienti per acquistare nuove auto e si pone quindi il problema di politiche che portino, non tanto nuovo credito, quanto più denaro nelle buste di lavoratori e pensionati». «Ma non dimentichiamo - afferma Gianni Filipponi (Unrae) - che il 75% delle vendite di auto avviene attraverso pagamenti rateali». In questo scenario i costruttori vedono diminuire i volumi di vendita, causa principale del ricorso alla cassa integrazione e dello stop temporaneo di molti impianti. Il gruppo Fiat, pur perdendo in immatricolazioni (-8,3%), ma al di sotto del contesto generale (il marchio Lancia è però tra i pochi positivi con +6,7%, insieme a Jaguar, Audi e Dacia) guadagna nella quota di mercato: l’8,3% dall’8,1% di un anno fa vale, per il Lingotto, il quarto posto, in compagnia di Renault, nella classifica dei produttori. «In Europa - ha commentato ieri l’ad di Fiat, Sergio Marchionne - dimostriamo una resistenza incredibile. Per noi i risultati sono stati buoni in un mercato negativo. Ottima cosa è l’aumento della nostra quota». Lo stesso Marchionne, ieri, è tornato a parlare del problema anidride carbonica, sostenendo che in un momento di difficoltà come questo sarebbe «intelligente togliere le regole sulla CO2 da imporre entro il 2012; le sposterei perlomeno di un anno e le rivedrei alla fine del 2009, per valutare l’impatto sulle capacità finanziarie ed economiche dei produttori europei». Duro Marchionne con Bruxelles: «Indecente che qualcuno venga a dire che un aiuto finanziario al settore non è sostenibile. Se gli Usa interverranno a difesa dell’auto, anche l’Europa dovrà fare altrettanto».
Ieri, intanto, Ifi e Ifil hanno riunito i rispettivi cda. In vista dell’assemblea che varerà la fusione delle holding e la nascita di Exor, la Sapaz ha proposto nel cda della futura compagnia Sant’Albano (attuale ad di Ifil), Marocco, Recchi e Saracco (attuali consiglieri di Ifil). Previsto in 17 il numero di consiglieri di Exor. Nel trimestre utili in ascesa per Ifi e Ifil.