Auto, la Germania raccoglie l’Sos delle case Fondi a Opel in cambio di un piano «verde»

La Germania parte prima di Bruxelles e si prepara a iniettare un cospicuo finanziamento nelle casse dei costruttori di auto. A beneficiare dell’intervento sarà l’intero comparto, a partire dalla Opel, la consociata europea di General Motors, il colosso americano ai quali vengono dati pochi mesi di vita in assenza di soccorso da parte della Casa Bianca. «Gm e Opel hanno chiesto aiuto al ministro dell’Economia tedesco - afferma al Giornale Massimo Berni, direttore del gruppo per le attività nel Sud Europa -, in Germania la situazione è difficile: la crisi mette a rischio tre milioni di posti». Per ottenere il finanziamento (si parla di una cifra intorno al miliardo), Gm Europa dovrà comunque predisporre un piano industriale orientato all’ecologia. «Ci stiamo lavorando - risponde Berni - e penso che sarà pronto entro la fine dell’anno».
Il tema degli aiuti sarà al centro della riunione che il cancelliere Angela Merkel ha convocato per oggi a Berlino. Sempre in giornata il ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier, vedrà nel suo ufficio i dirigenti dei maggiori gruppi automobilistici, oltre a Berthold Huberon, leader del potente sindacato Ig-Metall.
Domani, invece, toccherà al ministro dell’Economia, Michael Glos, trattare la questione con i responsabili dei quattro Laender tedeschi (Assia, Renania-Nord Vestfalia, Renania-Palatinato e Turingia) dove la Opel impiega quasi 25mila persone. Alla casa di Russelsheim, secondo i giornali tedeschi, «mancano due miliardi di euro che Gm non può versare». Berni, che ha guidato per diversi anni Opel Italia prima di essere chiamato a dirigere le operazioni del Sud Europa, è comunque preoccupato per la situazione dell’area di competenza. Sono in particolare Spagna e Italia, che hanno visto le vendite di automobili calare drasticamente, a soffrire di più. «Nel Sud Europa - dice il top manager - alla fine dell’anno mancheranno all’appello almeno un milione di veicoli. È necessario che i governi di Spagna e Italia facciano qualcosa allo scopo di rilanciare i due mercati, per esempio prestiti per sostenere l’impegno a rispettare le future regole sull’anidride carbonica, o un piano di rottamazioni che acceleri veramente lo svecchiamento del parco auto». Berni assicura infine che in Italia non saranno toccati i posti di lavoro nell’ambito del gruppo.